Studio Kaspersky: il 40% delle aziende italiane investirà in un SOC per rafforzare la cybersecurity

Rafforzare la sicurezza informatica, individuare e rispondere più rapidamente alle minacce e ottenere un vantaggio competitivo sono tra i principali motivi che spingono le aziende a creare un Security Operations Center (SOC).

Autore: Redazione SecurityOpenLab

Per le imprese italiane, il SOC non è più un’opzione marginale, è un tassello strutturale della strategia di difesa. Oltre a rafforzare la postura di sicurezza, il nuovo studio di Kaspersky evidenzia che questa scelta è sempre più legata alla capacità di gestire il rischio in modo continuo, di mantenere la conformità normativa e di trasformare la cybersecurity in un vero elemento di competitività sul mercato. Nonostante la crescente diffusione di strumenti automatizzati, le aziende continuano ad attribuire un ruolo decisivo alle competenze umane all’interno del SOC.

Kaspersky sottolinea come la combinazione di tecnologie avanzate, processi strutturati e analisti esperti sia la condizione per passare da una difesa reattiva a un presidio capace di anticipare le minacce e ridurre i tempi di risposta agli incidenti. In questa prospettiva, il SOC viene concepito non solo come centro operativo, ma come componente proattivo e adattabile della strategia di sicurezza, in grado di evolvere con il business e con il panorama delle minacce.

La ricerca mette in luce anche differenze importanti tra chi pianifica un SOC interno e chi punta sull’outsourcing delle operazioni. Le aziende che intendono esternalizzare, preferiscono sfruttare l’esperienza maturata dai provider nella gestione di incidenti eterogenei e nella definizione di playbook standardizzati. Le realtà che scelgono un SOC interno, invece, danno priorità alla gestione degli accessi e al controllo diretto dei processi, con l’obiettivo di mantenere una governance più stretta su dati sensibili, log e decisioni operative in caso di attacco.

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​Sul fronte tecnologico, il quadro che emerge è quello di uno stack sempre più articolato. Le piattaforme di Threat Intelligence, le soluzioni EDR e i sistemi SIEM costituiscono la base su cui innestare controlli avanzati, automazione delle analisi e capacità di correlazione multi-fonte. Accanto a questi pilastri, le aziende guardano con interesse a XDR, NDR e MDR, nel tentativo di coprire i diversi domini (endpoint, rete, servizi gestiti) con una logica di detection estesa che riduca i silos e renda più rapido l’accesso a informazioni azionabili.

​Kaspersky rileva come, a livello internazionale, le grandi imprese tendano a integrare in media 5,5 tecnologie di sicurezza all’interno del SOC, mentre le organizzazioni più piccole si fermano a circa 3,8, con un evidente impatto sulla complessità della gestione. Da qui l’insistenza sulla necessità di affiancare agli investimenti in tool una pianificazione rigorosa di processi, flussi di lavoro e obiettivi, così da evitare la frammentazione e consentire agli analisti di concentrarsi sui casi più critici anziché disperdersi nel rumore di fondo.

​Per supportare le aziende lungo questo percorso, Kaspersky propone una combinazione di consulenza e tecnologie dedicate al mondo SOC. I servizi di SOC Consulting aiutano nella progettazione o nell’ottimizzazione dei centri operativi, mentre Kaspersky SIEM sfrutta funzionalità di AI per aggregare e analizzare i log dell’intera infrastruttura, arricchendoli con contesto e insight sulle minacce. Le soluzioni della linea Kaspersky Next e la piattaforma aggiornata di Threat Intelligence completano il quadro con funzionalità di protezione in tempo reale, visibilità avanzata, indagine e risposta EDR/XDR pensate per organizzazioni di settori e dimensioni differenti.


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