Nel settore l’attenzione si è sempre concentrata sulle transazioni monetarie, ma i sistemi che gestiscono edifici, logistica e automazione di magazzino oggi sono il vero anello debole
Autore: Redazione SecurityOpenLab
La corsa all’efficienza e alla personalizzazione nel settore Retail, alimentata da e-commerce, big data e intelligenza artificiale, ha innescato una profonda trasformazione digitale. Tuttavia questa innovazione, evidenzia Nozomi Networks, nasconde un rischio crescente e spesso sottovalutato. La convergenza tra sistemi IT (Information Technology), OT (Operational Technology) e IoT (Internet of Things) sta creando una nuova e pericolosa superficie d’attacco che va ben oltre i tradizionali sistemi di pagamento (POS) e la protezione dei dati dei clienti.
Nel Retail l’attenzione alla cybersecurity si è storicamente concentrata sulla protezione delle transazioni finanziarie, ma l’infrastruttura operativa che garantisce il funzionamento di negozi, magazzini e supply chain è diventata il nuovo anello debole. Un recente sondaggio di settore ha rivelato che, sebbene i sistemi OT e IoT costituiscano il 42% degli asset digitali di un’azienda, essi rappresentano il 64% del rischio cyber complessivo.
“I retailer hanno investito in modo significativo per rendere sicure le transazioni e i dati dei loro clienti, raggiungendo ottimi standard di protezione. L’errore, oggi, è credere che il rischio finisca lì”, spiega Emanuele Temi, Technical Sales Engineer di Nozomi Networks. “La verità è che i sistemi che gestiscono gli edifici, la logistica e l’automazione dei magazzini rappresentano una porta d’ingresso ben più insidiosa per gli attacchi informatici. Un attacco a questi sistemi OT può paralizzare le operazioni molto più rapidamente e con danni economici e reputazionali più duraturi di una violazione dei dati”.
Le vulnerabilità si celano in aree non sempre monitorate:
- Sistemi di Gestione degli Edifici (BMS): I sistemi che controllano HVAC, illuminazione, alimentazione e sicurezza antincendio sono sempre più connessi a reti IT e cloud per la manutenzione predittiva. Questi sistemi OT, tuttavia, utilizzano spesso protocolli legacy non crittografati, credenziali di default e vengono gestiti da fornitori terzi tramite accessi remoti non sempre sicuri, introducendo un rischio significativo.
- Magazzini Automatizzati e Robotica: L’efficienza della logistica moderna dipende da sistemi robotizzati come bracci per il prelievo di precisione, veicoli a guida autonoma (AGV) e robot mobili autonomi (AMR). Queste tecnologie si basano su Controllori PLC e sensori IoT che, se compromessi, possono bloccare l’intera catena di distribuzione. Anche in questo caso, la manutenzione da parte di fornitori esterni rappresenta un potenziale punto di ingresso per malintenzionati.
- Tecnologie In-Store: Scaffali intelligenti che automatizzano il riassortimento, etichette elettroniche per la prezzatura dinamica e scanner digitali portatili per la gestione dell’inventario sono ormai onnipresenti. Questi dispositivi IoT comunicano in modalità wireless e spesso mancano di funzionalità di sicurezza basilari, rendendoli facili da compromettere e utilizzare come punto di partenza per attacchi più vasti.
- Integrazione della Supply Chain: Le catene di approvvigionamento “just-in-time” sono profondamente integrate, con i sistemi dei fornitori che comunicano direttamente con quelli dei retailer. Un attacco a un singolo fornitore può avere un effetto a cascata devastante, come dimostrato dal recente incidente che ha colpito United Natural Foods Inc. (UNFI), il cui blocco dei sistemi ha messo a rischio la fornitura a 30.000 clienti retail negli Stati Uniti.