Il dipartimento IT del Parlamento Europeo ha bloccato le funzioni di Intelligenza Artificiale integrate nei tablet e negli smartphone dei membri del Parlamento e dei loro collaboratori: troppo alto il rischio di fughe di dati
Autore: Redazione SecurityOpenLab
Il Parlamento Europeo ha disabilitato le funzioni di Intelligenza Artificiale sui dispositivi di lavoro dei membri e del loro personale, per evitare rischi di cybersecurity e per una maggiore protezione dei dati che questi device contengono. La notizia è stata segnalata da Politico, che ha potuto leggere un'e-mail inviata al personale coinvolto. Secondo la mail, il dipartimento IT del Parlamento ha valutato di non essere in grado di garantire la sicurezza dei dati conservati su device.
Le funzioni di AI integrate nei dispositivi "utilizzano servizi cloud per eseguire attività che potrebbero essere gestite localmente, inviando dati al di fuori del dispositivo", spiega il servizio di assistenza tecnica e-MEP del Parlamento nell'e-mail. "Poiché queste funzioni continuano ad evolversi e a diventare disponibili su un numero sempre maggiore di dispositivi, la portata complessiva dei dati condivisi con i fornitori di servizi è ancora in fase di valutazione. Fino a quando la questione non sarà completamente chiarita, si ritiene più sicuro mantenere disattivate tali funzioni".
Le funzioni di AI disattivate dal supporto tecnico comprendono gli assistenti per la scrittura e la sintesi di testi, gli assistenti virtuali evoluti e i riassunti delle pagine web, secondo quanto è stato dichiarato a Politico.
L'e-mail del supporto tecnico ha anche invitato i membri del Parlamento a "prendere in considerazione l'applicazione di precauzioni simili" anche per i propri device privati, in particolare quelli utilizzati anche per attività comunque collegate al contesto lavorativo. Più in dettaglio, secondo la mail il personale del Parlamento non dovrebbe passare e-mail di lavoro, documenti o informazioni interne "a funzioni di AI che scansionano o analizzano i contenuti". E dovrebbero essere particolarmente attenti nell'uso generico delle app di AI di terze parti e comunque non concedere loro "un ampio accesso ai dati".
Prevedibilmente, non c'è una conferma ufficiale alla notizia riportata da Politico. L'ufficio stampa del Parlamento Europeo si è limitato a dichiarare che "monitora costantemente le minacce alla sicurezza informatica e adotta rapidamente le misure necessarie per prevenirle". Ma comunque non commenta questioni specifiche di cybsersecurity data la loro "natura sensibile".