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Il parere di QNAP

Risponde Daniele Nannicini, Italy Presales Manager QNAP

Autore: Redazione SecurityOpenLab - Tempo di lettura 5 minuti.

La NIS2 e il divario tra obbligo e realtà: come superare le lacune del backup

Con l’entrata in vigore della direttiva NIS2, il backup ha subito una metamorfosi normativa irreversibile: non è più una semplice "buona pratica" delegata ai reparti IT, ma un requisito di resilienza operativa verificabile e vincolante. Tuttavia, osservando il panorama delle aziende italiane, emerge un paradosso preoccupante: sebbene quasi tutte dichiarino di effettuare regolarmente copie dei dati, il divario tra la compliance formale e la reale capacità di ripristino rimane estremamente ampio. Il problema critico non è l’assenza dei dati, ma la loro inefficacia nel momento del bisogno, specialmente a seguito di attacchi sofisticati.

Nelle nostre attività di analisi quotidiana, riscontriamo costantemente alcune lacune strutturali che rendono le infrastrutture vulnerabili:

  • Backup "visibili" e non protetti: troppe aziende conservano ancora copie accessibili direttamente dall'ambiente di produzione, magari su semplici share di rete. Senza una vera segmentazione logica o fisica, queste diventano il primo bersaglio dei ransomware moderni che, prima di criptare l'infrastruttura primaria, tentano di eliminare o cifrare i backup per massimizzare il potere di ricatto.
  • Assenza di test di ripristino (Il "Recovery Gap"): esiste una fiducia pericolosa nel semplice "esito positivo" del software di backup. Molte realtà non hanno mai verificato i tempi reali di recupero (RTO) rispetto alle esigenze operative del business. Senza test periodici, il backup è solo una speranza, non una certezza.
  • Strategie di archiviazione obsolete: manca spesso il passaggio alla regola 3-2-1-1-0. Non basta avere una copia locale e una su cloud; serve l'immutabilità e la verifica di "zero errori" per garantire che il dato sia integro e pronto all'uso.
  • Scollegamento tra IT e Management: spesso le priorità di backup non sono allineate agli impatti operativi reali. Il management percepisce il backup come un costo assicurativo, mentre la NIS2 impone di vederlo come un asset strategico per la continuità del servizio.

In questo scenario, le architetture QNAP si distinguono perché trasformano il backup da semplice storage a una vera piattaforma di cyber-resilience. Un approccio moderno ed efficace deve basarsi su sistemi operativi evoluti come QuTS hero, che grazie al file system ZFS offre l'integrità del dato nativa tramite il self-healing. I pilastri della nostra proposta includono l'adozione di Snapshot Write-Once, basate su tecnologia WORM (Write Once Read Many), che impediscono qualsiasi modifica o cancellazione dei dati per un periodo predefinito, neutralizzando l'azione dei cryptovirus. La resilienza, per QNAP, non è un concetto teorico, ma una capacità operativa misurabile in grado di riportare online il business in tempi certi, esattamente come richiesto dalla direttiva europea.

Dalla tecnologia alla consulenza: il ruolo del partner nella catena del valore

Nel nuovo ecosistema definito dalla NIS2 e dalle sfide della cybersecurity moderna, la sola dotazione tecnologica, per quanto avanzata, rappresenta solo una parte della soluzione. Il mercato oggi non cerca più un semplice fornitore di hardware, ma un interlocutore strategico capace di governare la complessità e di assumersi la responsabilità della progettazione. Per QNAP, il valore risiede intrinsecamente nella competenza del partner: per questo motivo abbiamo posto la formazione continua e le certificazioni tecniche al centro assoluto della nostra strategia di go-to-market.

Un partner certificato QNAP deve essere in grado di accompagnare il cliente lungo l'intera catena della protezione: dalla fase preliminare di valutazione del rischio (Risk Assessment) alla progettazione di architetture di Disaster Recovery, fino alla gestione operativa dell'incidente. Questo modello end-to-end è supportato dalla QAcademy, che offre ai nostri partner dei percorsi formativi di alto livello focalizzati sulle soluzioni di backup massivo, gestione dei dati critici e alta affidabilità.

Grazie a questo bagaglio di competenze, i nostri partner sono in grado di orchestrare infrastrutture coerenti che integrano soluzioni tecnologiche di frontiera:

  • Cyber-Resilience Avanzata: l'implementazione di sistemi di backup air-gapped o offline, che garantiscono la disponibilità di una copia "fredda" e isolata, inattaccabile anche in caso di compromissione totale dell'ambiente primario.
  • Strategie Hybrid e Multi-Cloud: l'integrazione di servizi cloud-object con supporto all'immutabilità (S3 Object Lock), assicurando la segregazione e la distribuzione geografica del dato in piena conformità con i requisiti di resilienza della NIS2.
  • Disaster Recovery ad Alte Prestazioni: l'utilizzo di tecnologie come SnapSync, che abilita una replica a livello di blocco, sincrona o asincrona, garantendo RPO (Recovery Point Objective) prossimi allo zero per le applicazioni mission-critical.
  • Soluzioni High Availability (HA): la configurazione di sistemi a doppio controller (Active-Active o Active-Standby) che eliminano i "single point of failure" hardware, garantendo che i servizi essenziali rimangano attivi anche durante guasti o manutenzioni.

L’elemento distintivo che proponiamo al mercato è il definitivo superamento dell'approccio "installativo" a favore di quello consulenziale. Il partner certificato QNAP non vende uno storage, ma progetta una strategia di sopravvivenza del dato. In fase di incidente, la differenza è data dalla conoscenza dei processi: sapere esattamente come, dove e in che tempi ripristinare i servizi, basandosi su procedure documentate e precedentemente validate attraverso i nostri strumenti di test.

In sintesi, QNAP non si limita a offrire una piattaforma tecnologica d'eccellenza, ma costruisce e trasferisce competenze operative. Attraverso un programma formativo rigoroso e focalizzato sulla cyber-resilience, abilitiamo un modello che risponde alle reali aspettative della NIS2 e del mercato: trasformare la complessità normativa in una resilienza concreta, capace di proteggere la reputazione e la continuità delle imprese italiane in un mondo digitale sempre più ostile.

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