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"L’angolo del filologo non digitale"

Questo è lo spazio in cui la cybersecurity incontra la buona vecchia filologia: un territorio pieno di vocaboli anglosassoni che traghettiamo nell’italiano spesso senza conoscerne davvero il significato. Qui Roberto Luca porta un po’ di cultura nello spazio cyber, quel tanto che può tornare sorprendentemente utile anche nella pratica quotidiana.

Analizzare significa “sciogliere”.

Dal greco análysis, “sciogliere”: cosa significa analizzare in informatica e come, in Omero e Saffo, lo stesso verbo descrive morte, sonno ed eros come scioglimento delle membra.

Analizzare significa “sciogliere”.

L'analisi in informatica è la fase del ciclo di vita del software che identifica, studia e definisce i bisogni di un utente per trasformarli in specifiche tecniche precise per gli sviluppatori. Il ruolo principale è l’Analisi dei Requisiti, che consiste nel capire il problema reale da risolvere prima di scrivere il codice.

A seconda del contesto, la parola assume poi significati diversi:

Analisi dei Sistemi: lo studio di un'infrastruttura IT esistente per migliorarla o integrarla.

Analisi dei Dati: l'esame di grandi moli di informazioni per trovare un trend (Data Analytics). Ecc.

L'etimologia della parola analisi ci riporta direttamente all'idea fisica di "sciogliere" o "slegare" qualcosa che è aggrovigliato o complesso. Il termine deriva direttamente dal greco antico análysis. Per comprenderlo esattamente si deve distinguere la parola greca nelle sue due parti fondamentali:

  1. anà: È un prefisso molto ricco di sfumature. In questo caso ha un valore intensivo e di risalita, muovendosi dal basso verso l'alto o dall'effetto alla causa. Significa anche "di nuovo" o "all'indietro".
  2. lysis: Significa letteralmente "scioglimento", "liberazione" o "separazione". Deriva dal verbo lyo, che significa "sciogliere", "slegare", "rompere un legame" (si pensi a parole moderne come elettrolisi o pirolisi).

In definitiva, etimologicamente, analisi è la capacita di scomporre un elemento complesso nei suoi componenti primari per poterlo esaminare, studiare e comprendere a fondo. All’opposto di sintesi, che deriva dal greco syn-thesis ("composizione" o "unione").

Una sicura curiosità riveste il termine in alcuni impieghi nella letteratura greca. Perché lo “sciogliere” accumuna alcuni fenomeni apparentemente molto differenti, ma che per il greco venivano accumunati dall’effetto provocato. In particolare la morte, il sonno e l’eros.

Nella lingua omerica non è rilevabile un concetto di corpo univocamente inteso, poiché i termini ricorrenti indicano soprattutto parti di esso interpretate in modo autonomo. L’essere umano risulta perciò quasi un agglomerato di elementi, quali le gambe agili, le mobili ginocchia, le forti braccia, percorsi da un soffio (psyché), il quale rende ragione principalmente della vita dell’individuo stesso, intesa come capacità di muoversi e agire.

Morte come “scioglimento” delle membra.

Nell’episodio della morte di Patroclo (Iliade XVI, 803-807), Apollo in persona è detto arrestare l’impeto dell’eroe acheo, colpendolo, prima, e spogliandolo dell’armatura:

e gli sciolse la corazza il sire Apollo, figlio di Zeus.

uno smarrimento gli tolse i sensi, gli si sciolsero sotto le splendide membra

ed egli stette in piedi attonito: di dietro al dorso con l’acuta lancia

fra gli omeri da vicino lo colpì un eroe dardano.

Il termine indica un brusco arrestarsi dell’individuo a causa di una situazione che paralizza le ginocchia o le membra, e talvolta anche il cuore (êtor) o l’impeto vigoroso (ménos). E’ il caso inequivocabile della morte cruenta. La lingua omerica registra un unico fenomeno: il venire meno del movimento!

 Il sonno (ristoratore) e l’eros come sciogliersi delle membra

Il sonno, poi, ripropone una immagine simile a quella della morte, ma in realtà contribuisce a ristorare l’individuo dalle fatiche e dagli affanni. Un passo, riferito ad Odisseo (XXIII, 342-343), riveste particolare interesse:

E disse queste ultime parole, quando il dolce sonno

lo colse, lui che scioglie le membra (lysimelés), stemperando gli affanni del suo cuore.

Nel lessico omerico, dunque, è il sonno ad essere «colui che scioglie le membra» (lysimelés); non deve sfuggire, tuttavia, come il sonno stesso rientri in quella sfera di fenomeni cui appartiene anche il desiderio erotico, e i quali si connotano per una omogeneità nel modo in cui si apprendono all’individuo e nelle conseguenze del loro agire. Il sonno avvolge, circonda, non meno del desiderio. Il sonno afferra e fiacca, non diversamente dalla passione. Non stupisce, quindi, che anche al motivo erotico si possa estendere la manifestazione dello sciogliersi delle membra: per la verità ciò accade forse soltanto in un caso, nell’Odissea (XVIII 212-213) ma il fatto appare conseguente rispetto alle premesse sin qui sviluppate. Alla vista di Penelope i pretendenti vengono presi da subitaneo smarrimento.

E subito si sciolsero le loro ginocchia,

dall’amore appunto furono nel cuore ammaliati,

e tutti anelarono di stendersi nel letto accanto a lei.

 In modo inequivocabile poi sarà Saffo (poetessa del VI sec. a.C.) a coniare la definizione più bella che sia mai stata fatta di Eros: 

“Ancora mi scuote Eros che scioglie le membra, dolceamara fiere invincibile”. (fr 137 D).

L’immagine di Eros che emerge nelle parole di Saffo è quella di una presenza assolutamente centrale nella cultura greca, e, tuttavia, complessa e contraddittoria, perché ogni tentativo di definizione non riesce a comprenderla nella sua interezza: universale nel suo potere sugli dèi dell’Olimpo come sugli esseri umani, demonico nel suo ruolo intermediario tra questi ultimi e i primi, celebrato e dimenticato, impregna della sua figura la vita stessa.

Ed oggi la situazione non è mutata!

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Roberto Luca

Roberto Luca, studioso del pensiero antico, ha pubblicato per i tipi de La Nuova Italia le edizioni commentate del Simposio e del Fedro di Platone. Del 2001 è il libro Eros & Epos. Il Lessico d’amore nei poemi omerici. Per Marsilio ha pubblicato Platone e la sapienza antica. Matematica, filosofia e armonia (2014), Labirinti dell’Eros. Da Omero a Platone (con un saggio di Massimo Cacciari, 2017). Nel 2024, sempre per Marsilio, La filosofia del riccio . Platonismo e scienza. Come manager ha collaborato per oltre 20 anni con aziende di primaria importanza, nel settore ICT.

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