"L’angolo del filologo non digitale"
Questo è lo spazio in cui la cybersecurity incontra la buona vecchia filologia: un territorio pieno di vocaboli anglosassoni che traghettiamo nell’italiano spesso senza conoscerne davvero il significato. Qui Roberto Luca porta un po’ di cultura nello spazio cyber, quel tanto che può tornare sorprendentemente utile anche nella pratica quotidiana.
L’economia nasce come gestione dell’òikos e delle relazioni. La globalizzazione la snatura: quantifica tutto, reifica i rapporti e concentra potere e tecnologia in poche mani.
Il termine economia deriva dall’unione di due parole greche: òikos (casa) e nòmos (legge, regola). Sta ad indicare, letteralmente, il governo della casa o il governo in ambito familiare.
Con quali regole nell’antica Grecia? Prima di tutto i possedimenti: la società greca, precedente al periodo delle polis, era fondata sui possedimenti (ktèmata), che semplicemente rappresentavano le proprietà su cui poteva contare l'uomo omerico. Inoltre, nella gestione dell'òikos, l'economia era improntata alla sicurezza delle persone e delle cose. Non ultimo, la donna, pur rimanendo un possesso, entrava in un'area di relazioni amorose chiamata philòtes (da phìlos, cioè caro, amico ecc.) e, di più, l'òikos dava uno statuto legittimo alla relazione matrimoniale stessa.
Tra le parole più impiegate, a tutti i livelli, vi è certamente il termine “economia”. E se l’economia, per sintetizzare, è la scienza sociale che studia come individui, aziende e governi gestiscano le risorse per produrre, distribuire e consumare beni e servizi, l’aggettivo più ricorrente che accompagna oggi la parola è “globale”. Questo significa che la dimensione del mercato economico ha superato ogni divisione tra gli stati. Ma il fenomeno di una globalizzazione delle relazioni economiche conduce con sé alcune conseguenze non banali, sulle quali la riflessione si sofferma troppo poco.
Anzitutto, il superamento dei confini nazionali ad opera dell'attività di società multinazionali ha reso sempre meno possibile il controllo del mercato in tanti settori, poiché strategie e decisioni, una volta incardinate sul piano "politico", vengono assunte da una ristretta minoranza di persone votate al profitto individuale (a discapito di una più equa distribuzione delle ricchezze).
La quantizzazione è il primo risultato di questa espansione, nel senso che ogni cosa viene valutata secondo un'unica unità di misura: il denaro. Il secondo esito è la "reificazione", nel senso che tutto viene trasformato in "cosa" o merce e perciò reso acquistabile, con l’inevitabile impoverimento dei rapporti umani.
Inoltre, se la connessione è tanta (tramite internet soprattutto) il vero collegamento tra gli esseri umani è poco: internet "espone" ciò di cui tratta, senza alcun criterio di rispetto, e un esempio evidente è dato dall'industria proliferante del porno, che di quanto detto sopra è la manifestazione più evidente. Analogo ragionamento si può fare per la tecnologia, i cui sviluppi non sembrano avere limiti: il controllo è di pochi, e prevarica la stessa dimensione della politica, mentre gli esiti sono oscuri per i più. Una AI generale, secondo la definizione di Suleyman, potrebbe autoprodursi, ottimizzandosi sempre più velocemente per raggiungere uno scopo inintelligibile, incurante degli interessi umani. Il profitto, ancora una volta, è di pochi e tuttavia con un rischio in più: il rischio, cioè, che questa AI, fuori controllo, un giorno escluda dalle decisioni anche l'attuale élite che l'ha posta in essere.
Un’economia distorta induce a trattare gli uomini come merce, “così si nega Dio”, recitava pochi giorni fa papa Leone XIV. Nella contrastata interpretazione dell’economia globale, un austero ritorno al significato originario del termine può non essere vano. Non per combattere le modalità con cui si sviluppa e si esprime l’economia globale, ma per ritrovare ciò che si è perso al fondo di essa: l’essere umano e le sue relazioni. Poi chissà che questa ritrovata consapevolezza non contribuisca a modificare qualcosa del nostro vivere attuale.
Ancora Elena rappresenta un caso emblematico: lascia l’oìkos di Menelao a Sparta e si reca con Paride a Troia. Il suo viaggio è un trasferimento da un oìkos ad un altro oìkos. E qui avviene un fatto straordinario: Elena non è mai una donna traditrice, perché il nuovo oìkos, presso il quale si reca, la rende sposa , semplicemente sposa. E quando sulle mura di Troia, vedendo il conflitto che aveva provocato, si compiange e si accusa con parole forti, Priamo il vecchio sovrano della città le si avvicina, dicendole che ai suoi occhi ella non è colpevole, bensì gli dèi lo sono. Cioè a dire: la vera causa non è l’iniziativa di Elena, poiché gli dèi sono i veri responsabili della sua seduzione ed ella è, quindi, soltanto una vittima.
L'economia in origine era un fatto semplice, basato su poche regole: il rapporto con le persone, patti chiari (di ostilità o di amicizia, e amore) e un fondamento di protezione e ospitalità.
In ogni caso anche nel mondo arcigno e difficile descritto dai poemi omerici il rapporto collaborativo prendeva il sopravvento. Capirlo non è banale, perché ci induce a ritenere che il poema sulla guerra di Troia, cioè l’Iliade non sia un poema bellico. Menelao, che di quella guerra era stato il propugnatore, esprime con parole chiare il desiderio di pace che è nella cifra dell’essere umano:
«Di ogni cosa v’è sazietà (kòros), del sonno, dell’amore (philòtetos),
dei dolci canti e delle danze perfette, e son queste le cose di cui ci si augura di esaudire il desiderio,
piuttosto che della guerra...».
Basterà questo richiamo a modificare il nostro atteggiamento rispetto all’imperversare dell’economia così detta “globale”?
Roberto Luca, studioso del pensiero antico, ha pubblicato per i tipi de La Nuova Italia le edizioni commentate del Simposio e del Fedro di Platone. Del 2001 è il libro Eros & Epos. Il Lessico d’amore nei poemi omerici. Per Marsilio ha pubblicato Platone e la sapienza antica. Matematica, filosofia e armonia (2014), Labirinti dell’Eros. Da Omero a Platone (con un saggio di Massimo Cacciari, 2017). Nel 2024, sempre per Marsilio, La filosofia del riccio . Platonismo e scienza. Come manager ha collaborato per oltre 20 anni con aziende di primaria importanza, nel settore ICT.