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Sicurezza offensiva, dal test annuale al modello continuo

Al penetration test annuale si affiancano valutazioni ricorrenti, dashboard in tempo reale, retesting incluso e specialisti certificati che coprono anche i sistemi di AI.

Sicurezza offensiva, dal test annuale al modello continuo
Tecnologie/Scenari

Oltre 30 penetration tester accreditati e più di 500 test l'anno su infrastrutture, applicazioni, cloud e API. Sono i numeri con cui Integrity360 porta in Italia il Penetration Testing as a Service, un modello che affianca al tradizionale test annuale un programma di valutazioni ricorrenti, visibilità in tempo reale e supporto di esperti dedicati.

L'offerta risponde a una trasformazione ormai consolidata degli ambienti IT aziendali. L'adozione del cloud, il lavoro ibrido, la diffusione delle API e l'impiego sempre più rapido dell'AI modificano di continuo la superficie di attacco, mentre un penetration test svolto una sola volta all'anno restituisce un'istantanea che invecchia in fretta e lascia scoperto lo scarto tra la garanzia di sicurezza dichiarata e la reale postura operativa. Il rischio, in altre parole, cambia lungo tutto l'anno e non alle scadenze fissate dal calendario delle verifiche.

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Il servizio consente la programmazione self-service dei test tramite portale, con una dashboard in tempo reale e una reportistica che ordina le vulnerabilità secondo priorità basate sul rischio. Il ticketing si integra con strumenti come Jira e ServiceNow, mentre il monitoraggio delle correzioni e il retesting rientrano nel servizio senza costi aggiuntivi. Ogni cliente dispone di un Technical Test Lead dedicato e di un accesso al portale attivo 24 ore su 24, dove restano centralizzati rapporti, asset, cronologia degli interventi e valutazioni del rischio.

La copertura si estende a infrastruttura interna ed esterna, applicazioni web e mobili, API, sicurezza cloud, Active Directory ed Entra ID, reti wireless e dispositivi IoT. Rientra nel perimetro anche il penetration test dei sistemi di AI, che mette alla prova modelli di intelligenza artificiale e di machine learning contro prompt injection, input avversari, tentativi di manipolazione e fuga di dati.

A condurre le attività è un team di oltre 30 penetration tester con certificazioni OSCP, OSCE, CREST, GIAC, CISSP ed EC-Council, distribuiti nei SOC europei di Integrity360, che ogni anno completano più di 500 test su infrastrutture, applicazioni, piattaforme cloud, API, Active Directory e altri ambienti.

Il modello sostiene infine i requisiti di standard e normative come PCI DSS, ISO 27001, DORA, NIS2 e AI Act, conservando nel tempo in un unico portale la prova documentale di test, correzioni e verifiche successive.

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