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Complaion: auditor certificati e piattaforma per le PMI

Complaion è l’impresa italiana che affianca le PMI di tutta Europa con auditor certificati e una piattaforma proprietaria per trasformare NIS2 e ISO da obbligo a leva di crescita.

Complaion: auditor certificati e piattaforma per le PMI
Tecnologie/Scenari

Complaion punta a trasformare la compliance da freno a motore di crescita per le PMI europee, e lo fa unendo un auditor certificato che affianca ciascuna azienda con un lavoro consulenziale e una piattaforma proprietaria che semplifica il percorso e lo rende ripetibile. Complaion, fondata nel 2024 e presente a Cybertech Europe 2026, segue oggi oltre 1000 clienti in dieci geografie e vanta un tasso di successo del 100% negli audit, come spiega Alberico Adami Carbonara, Partnership Manager di Complaion.

Il punto di partenza è il contesto italiano. Adami Carbonara cita i dati sugli incidenti gravi censiti nel nostro Paese dal Rapporto Clusit 2026 e li ha messi in relazione con il peso economico dell'Italia, ottenendo il quadro tristemente ben noto di una esposizione eccessiva al rischio, soprattutto per le PMI, che sono il cuore della clientela di Complaion.

In questo scenario la NIS2 spinge la domanda, e Adami Carbonara indica i due temi che la accompagnano: “con la NIS2 abbiamo visto emergere due questioni centrali, che sono la resilienza operativa e la sicurezza della supply chain. Per noi l’obiettivo è portare la compliance, a partire dalla NIS2, dall’essere un blocco per la crescita di un’azienda a diventare un gancio di traino che le permetta di collaborare con le grandi aziende e garantire a queste ultime la sicurezza su tutta la filiera”.

Come ben noto, in Italia le PMI si dividono tra chi si limita a spuntare una casella per la compliance normativa e chi usa la norma come volano per migliorare la propria sicurezza. Adami Carbonara riconosce la distinzione ma sottolinea la visione di Complaion, secondo cui “la compliance, come in tutte le certificazioni, deve avere l’obiettivo del miglioramento continuo. Per certificarsi o arrivare alla conformità NIS2 la checklist è importante, ma resta uno spunto per guardarsi dentro e capire qual è lo stato attuale e dove si può migliorare, per crescere come impresa e soprattutto all’interno della filiera in cui si lavora”.

Alberico Adami Carbonara, Partnership Manager di Complaion

L’esperienza di Complaion ha permesso ad Adami Carbonara di individuare principalmente due lacune ricorrenti. La prima è che “manca la sicurezza infrastrutturale operativa. In questi anni le aziende non hanno adeguato la struttura informatica, per esempio sul fronte NIS2 o sulla cybersecurity in generale, e devono fare i miglioramenti necessari per svilupparsi. È un gap tecnologico” sottolinea Adami Carbonara. La seconda è formale e riguarda la distanza tra ciò che un’azienda possiede e ciò che sa dimostrare di avere: “alcuni processi sono ben strutturati e lo stack tecnologico c’è, ma non è mai stato formalizzato né analizzato in modo concreto come venga usato e come debba svilupparsi in maniera resiliente all’interno della struttura”.

Il manager descrive come si presenta di solito questo secondo problema e dove interviene Complaion: “di solito tutto viene gestito con tanti Excel sparsi in cloud e policy che girano via mail, in maniera non tracciabile. Noi dobbiamo creare ordine e struttura in un processo, secondo i requisiti delle normative che ci vengono in aiuto con la famosa checklist. Centralizziamo in un unico ambiente tutta la documentazione e gli asset specifici, così da avere una visione unica e integrata che ci permette di scalare la compliance, e non solo a livello aziendale”.

A guidare il tutto è una piattaforma proprietaria, sviluppata da un team interno, al centro della quale c’è “la sicurezza informatica, un valore imprescindibile che porta anche Complaion ad essere certificata ISO 27001. Abbiamo un team di prodotto a Milano, che è il nostro core, e l’obiettivo della piattaforma è gestire in modo integrato tutta la documentazione necessaria per arrivare a un sistema di gestione, cioè la compliance della nostra azienda”.

Il percorso procede per moduli. “Si parte dalle evidenze, cioè i dati che l’azienda ha già sulla propria postura attuale. Su quella base l’auditor certificato formalizza e scrive le policy direttamente in piattaforma. Altri moduli gestiscono l’attività annuale ricorrente (persone, asset e vendor, cioè i fornitori della supply chain, che devono essere mappati e tracciati) e in conclusione c’è l’audit, che svolgiamo direttamente nella piattaforma. Integriamo tutti i controlli tra le normative e le certificazioni e li colleghiamo alla documentazione, così è sempre possibile verificare in modo rapido ed efficiente che cosa c’è dietro ogni controllo a livello documentale. In questo modo l’azienda può rispondere a una domanda o a un questionario in maniera veloce e scalabile”.

Il ruolo dell’auditor è centrale nel modello di Complaion. Dietro lo sviluppo delle policy, la formalizzazione e la gestione delle attività c’è l’auditor certificato, una figura con una certificazione specifica che analizza tutta la documentazione che arriva dal cliente e poi sviluppa lui la parte documentale” sottolinea Adami Carbonara.

La piattaforma viene usata sia dall’auditor sia da cliente. “Il cliente raccoglie e ci fornisce la documentazione necessaria per avere una visione integrata della propria realtà. Noi la usiamo per validarla, per scrivere policy e procedure, per gestire gli audit e come repository delle informazioni. L’auditor guida il cliente in tutto il processo, con meeting ricorrenti per raccogliere i materiali e caricare la documentazione”.

I benefici che si ottengono, secondo il manager, sono due: “parliamo di un processo cinque volte più veloce e dell’80% del lavoro automatizzato”, ossia valori in linea con quelli che Complaion ha indicato in occasione del round di investimento da 13,5 milioni di euro guidato da Eurazeo e Italian Founders Fund che Complaion ha chiuso a fine settembre.

Sul fronte AI, Adami Carbonara riaggancia al discorso sulla scalabilità: “ogni azienda usa l’AI per migliorare i processi, e nello sviluppo ci sono sempre automazioni. Per noi il tema è avere un processo scalabile, cioè fare leva sulle economie di scopo che si costruiscono lavorando su sempre più clienti, per rendere il percorso sempre più facile e sempre più veloce fino al risultato finale”.

Per quanto riguarda i piani futuri, l’ambizione di Complion “è diventare la soluzione all-in-one per le PMI europee. Continueremo a supportare le aziende nel certificarsi in sempre più standard e vogliamo fare double down su tutto ciò che funziona e stare al passo con ciò che chiede il mercato” sottolinea Adami Carbonara.

L’espansione passa anche da nuove sedi: “a inizio anno abbiamo aperto un ufficio a Madrid e abbiamo già un team locale con più di cinque persone. Vogliamo continuare a iterare su quel mercato e in futuro continuare a espanderci per supportare le PMI europee” spiega il manager, ricordando che non mancano le eccezioni: “lavoriamo anche con alcune aziende americane, dato che il cuore del nostro lavoro sono le certificazioni ISO, che sono standard internazionali”.

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