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Quantum computing: dall'hype alla prova dei fatti

Il mercato del quantum computing matura, i budget sono stabili o in crescita. Però le organizzazioni finanziano solo chi dimostra risultati concreti e valore misurabile.

Quantum computing: dall'hype alla prova dei fatti
Tecnologie/Scenari

Il 46% delle organizzazioni prevede per il 2026 budget quantum stabili, il 44% in aumento e solo il 10% in calo. Sono i numeri con cui la seconda parte del Quantum Readiness Report 2026 di QuEra Computing fotografa un mercato in consolidamento, dato che gli investimenti non arretrano. Tuttavia, le organizzazioni chiedono prove concrete perché non sono più disposte a finanziarli sulla sola fiducia. Il report si basa su 291 interviste ad accademici, aziende, enti governativi e fornitori di tecnologia in oltre 25 paesi.

Qui trovi l’articolo sulla prima parte del report: Quantum computing, dalla sperimentazione alla produzione il salto è ancora lungo

Il segnale più evidente di questo cambio di passo è nella natura della spesa. Nelle fasi iniziali dell'industria, la principale leva d'investimento era la paura di restare indietro rispetto ai competitor. Nel 2026 quella dinamica si è quasi esaurita, tanto che solo il 9% degli intervistati indica il successo dei progetti pilota come principale motore dell'aumento della spesa, a conferma del fatto che il quantum computing resta ancora in larga misura pre-commerciale. Le organizzazioni più mature guardano invece al punto in cui le architetture tradizionali non riescono più a gestire i carichi di lavoro più complessi.

Secondo il Chief Commercial Officer di QuEra Computing, Yuval Boger, "le organizzazioni stanno passando dalla sperimentazione iniziale a decisioni di investimento più rigorose: i budget vengono valutati con maggiore attenzione, i casi d'uso devono essere giustificati e il procurement assume un ruolo centrale".

Come spesso accade con le iniziative tecnologiche, emerge un divario crescente tra leadership aziendale e team tecnici, in cui i decisori risultano più prudenti rispetto a ricercatori e professionisti quando si tratta di aumentare i budget, in questo caso per il quantum computing. Più che di scetticismo verso la tecnologia, si tratta di un approccio più rigoroso da parte di chi è responsabile dell'allocazione dei capitali: l'entusiasmo non basta, per sbloccare nuovi finanziamenti occorrono business case che dimostrino un valore misurabile e un percorso credibile verso il ritorno dell'investimento.

Con quasi 100 aziende quantistiche oggi in competizione, la selezione dei partner diventa una decisione ad alto rischio. I manager devono individuare i fornitori che dispongono dei finanziamenti necessari per restare sul mercato nel lungo periodo, e che possono dimostrare, con solide evidenze scientifiche, che il proprio approccio funziona e riesce a generare reale valore per le imprese.

I finanziamenti governativi continuano a svolgere un ruolo determinante, tanto che il 28% degli intervistati indica mandati governativi e disponibilità di grant come la principale leva alla base dell'aumento dei budget. Del resto, nei prossimi tre anni si stima che saranno probabilmente i settori governativo e della difesa a guidare la commercializzazione delle tecnolopgie quantum.

Anche in considerazione di quest’ultimo dato, nella seconda parte del report emerge prepotentemente il tema della sovranità tecnologica come criterio attivo nelle decisioni di acquisto per il 62% delle organizzazioni, in netta contrapposizione con il modello di sourcing globalizzato che aveva caratterizzato i primi anni del settore. Il fatto della sovranità pesa soprattutto nell'Unione Europea, in cui viene data particolare importanza alla resilienza della supply chain e allo sviluppo di competenze locali.

Detto questo, c’è un grande ostacolo da superare che consiste nella carenza di competenze altamente specialistiche, segnalata dal 37% degli intervistati. È un dato che supera persino quello dell'accesso limitato all'hardware e dell'immaturità degli algoritmi. La criticità è particolarmente marcata nella quantum error correction, ambito in cui il bacino globale di specialisti qualificati resta limitato e la formazione di nuovi profili richiede anni.

Dopo Governo e difesa, le aspettative di commercializzazione coinvolgono grandi imprese,  farmaceutico e scienze della vita. In fondo alla classifica i servizi finanziari, fermi al 5% e ben al di sotto delle aspettative iniziali legate a use case come l'ottimizzazione dei portafogli e l'arbitraggio. L'interpretazione del report è quella di un atteggiamento attendista: il settore sembra voler aspettare il raggiungimento della piena fault tolerance prima di tornare a investire in modo significativo.

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