Autore: Redazione SecurityOpenLab - Tempo di lettura 4 minuti.

La crescita dei servizi gestiti è legata innanzitutto a un divario sempre più evidente tra la complessità della cybersecurity e le risorse che le aziende riescono a mettere in campo internamente. Le minacce sono diventate più veloci, sofisticate e coordinate e il tempo che intercorre tra il primo accesso e l'impatto si è drasticamente ridotto. Parallelamente, le organizzazioni devono gestire ambienti IT sempre più articolati e un numero crescente di tecnologie di sicurezza: oggi un'azienda utilizza mediamente oltre 45 soluzioni differenti, con un conseguente aumento della complessità operativa.
A questo si aggiunge la difficoltà di reperire e mantenere competenze specialistiche: non è sufficiente acquistare le tecnologie: servono persone in grado di interpretare i segnali, individuare rapidamente le minacce e intervenire 24 ore su 24. Costruire internamente un SOC con queste caratteristiche richiede però investimenti e risorse importanti e, per molte organizzazioni, non rappresenta necessariamente la soluzione più efficiente. Da qui deriva la crescente richiesta di servizi come il Managed Detection and Response, che consentono di accedere a capacità avanzate di monitoraggio, threat hunting, rilevamento e risposta senza dover creare internamente l'intera infrastruttura necessaria.
Sophos, ad esempio, sta evolvendo il proprio MDR con attività continue di threat hunting abilitate dall'AI e una capacità di risposta estesa a endpoint, firewall, cloud, email e identità. Un ulteriore acceleratore è rappresentato dall'intelligenza artificiale: il punto non è sostituire le competenze umane, ma permettere agli specialisti di operare con una velocità e su una scala altrimenti difficili da raggiungere. Nel SOC agentico di Sophos, che protegge oltre 40.000 clienti, il 52% dei casi viene già risolto end-to-end dall'AI e il tempo medio tra un alert e una risposta completamente automatizzata è di 89 secondi. Il modello che vediamo affermarsi è quindi quello di una cybersecurity gestita che combina tecnologia, automazione, threat intelligence e competenze umane specializzate. In uno scenario in cui gli attaccanti possono muoversi alla velocità delle macchine, poter contare su capacità di rilevamento e risposta continue diventa sempre più importante per ridurre il rischio che un incidente si trasformi in un'interruzione delle attività aziendali.
Le aziende non cercano più soltanto un fornitore a cui delegare alcune attività operative di cybersecurity, ma sempre più spesso un partner che possa affiancarle nella gestione complessiva del rischio cyber, andando oltre il monitoraggio e la risposta agli incidenti. Le organizzazioni hanno bisogno di comprendere quali siano i rischi realmente prioritari, verificare l'efficacia dei controlli adottati, capire dove indirizzare gli investimenti e riuscire a dimostrare al management e agli altri stakeholder i progressi compiuti. La cybersecurity sta quindi diventando sempre più una questione di governance e di continuità del business, oltre che tecnologica.
Questa evoluzione è particolarmente importante per le organizzazioni che non dispongono internamente di un CISO o di un team di sicurezza strutturato. Il problema della disponibilità di competenze riguarda infatti non soltanto le attività tecniche, ma anche la capacità di definire una strategia. Secondo i nostri dati Sophos, a livello globale il 46% dei clienti si rivolge già al proprio MSP affinché svolga di fatto un ruolo da CISO e l'84% degli MSP prevede un aumento della domanda di servizi CISO nel prossimo anno.
È in questo scenario che si inseriscono servizi come Sophos CISO Advantage, pensato per trasformare i dati di sicurezza in indicazioni utili anche a livello strategico: valutare il rischio, confrontare i controlli con framework riconosciuti e costruire una roadmap di intervento prioritaria e allineata al budget. Per le organizzazioni prive di un CISO significa poter accedere a competenze e metodologie che difficilmente potrebbero sviluppare internamente; per quelle che dispongono già di questa figura, significa invece avere strumenti più efficienti per verificare i controlli, misurare i progressi e comunicarli al board. In sintesi, vediamo un passaggio dall'outsourcing di singole attività a una relazione molto più strategica. Le aziende chiedono ai provider non soltanto di intervenire quando emerge una minaccia, ma di aiutarle a capire dove si trovano, quali rischi affrontare per primi e come migliorare nel tempo la propria resilienza. Il valore del servizio gestito viene quindi misurato sempre più sui risultati ottenuti e sulla riduzione concreta del rischio per il business