Autore: Redazione SecurityOpenLab - Tempo di lettura 4 minuti.

Il mercato dei servizi gestiti in Italia sta vivendo un'accelerazione molto forte, spinta da un cambiamento radicale nelle strategie dei criminali informatici. Fino a qualche tempo fa l'attenzione era concentrata sulle grandi aziende, ma oggi i report di settore ci dicono che il mirino si sta allargando sempre di più verso le realtà meno strutturate. Negli ultimi anni, infatti, le grandi realtà hanno giustamente irrobustito le loro difese, rendendo la vita difficile a chi cerca di violarle: questo ha spinto gli hacker a cambiare bersaglio, puntando sui più piccoli, come le PMI e i professionisti, che spesso si trovano impreparati a gestire un incidente.
Questo scenario sta guidando una nuova consapevolezza. Gli imprenditori stanno finalmente comprendendo che un attacco informatico non è solo un "disagio tecnico", ma un rischio di business devastante: un blocco aziendale prolungato, causato ad esempio da un ransomware o da un Data Breach, può arrivare a impattare fino al 10% del fatturato annuo. Di conseguenza, la domanda si sta evolvendo in modo maturo. Le aziende italiane non chiedono più l'installazione occasionale del singolo software, ma hanno capito che la cybersecurity deve diventare un processo aziendale continuativo.
C'è una forte richiesta per un monitoraggio costante dell'infrastruttura, capace di identificare tempestivamente le anomalie anche durante gli orari di chiusura o quando si verificano traffici insoliti. Inoltre, si sta affermando la consapevolezza che la tecnologia, da sola, non basta, se manca la preparazione umana: gran parte degli incidenti informatici è ancora legata a disattenzioni dei collaboratori, come la ricezione di false PEC o messaggi di phishing. La formazione del personale deve trasformare lo staff nella prima e più efficace linea di difesa dell'azienda.
La nostra offerta si distingue per un DNA, da sempre, profondamente legato all'Open Source. In un mercato della cybersecurity spesso dominato da soluzioni proprietarie percepite come "scatole chiuse" indecifrabili, noi proponiamo un ecosistema tecnologico che fa della trasparenza, della meritocrazia e della community i suoi pilastri. Questo approccio garantisce quella sovranità digitale e del dato che oggi è diventata imprescindibile, specialmente per rispettare normative rigorose come la direttiva europea NIS2.
Dal punto di vista tecnologico, diamo in mano agli MSP una piattaforma a 360 gradi. Copriamo ogni esigenza: dall'isolamento rigoroso delle reti per impedire accessi non autorizzati e proteggere i sistemi nevralgici, all'individuazione preventiva delle vulnerabilità tramite strumenti di scansione continua. Spingiamo moltissimo anche sull'innovazione sicura: ad esempio, abbiamo recentemente sviluppato una piattaforma per la formazione sulla Cyber Awareness che sfrutta motori di Intelligenza Artificiale basati su modelli Open Source ottimizzati. In questo modo, automatizziamo i test necessari per la conformità NIS2 senza mai esporre i dati aziendali a player terzi extraeuropei.
Per quanto riguarda il modello di partnership, ci rivolgiamo a una rete che oggi conta quasi 600 partner in tutta Italia e non solo. Il nostro approccio non è quello del classico vendor che si limita a vendere licenze; noi creiamo una vera alleanza con i Managed Service Provider. Offriamo loro non solo la tecnologia, ma anche il supporto strategico per cogliere le opportunità del mercato. Un esempio concreto è il nostro impegno nell'affiancare gli MSP e le imprese per accedere a incentivi statali, come il recente Voucher MIMIT per la cybersecurity, guidandoli nella costruzione di progetti idonei. Vogliamo essere il ponte tra l'innovazione dell'Open Source e il business, fornendo a chi fa servizi gestiti gli strumenti più etici, scalabili e sicuri per proteggere le imprese che sono il cuore dell'economia italiana.