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Sale il costo medio dei data breach, ma con l'AI la difesa è più efficiente

Il costo medio di un data breach aumenta del 15%, chi denuncia l'attacco risparmia rispetto a chi collabora con i criminali informatici.

Business Tecnologie/Scenari

La 18ma edizione dell’annuale appuntamento con il report “Cost of a Data Breach” redatto dal Ponemon Insititue su commissione di IBM Security non lascia spazio all’ottimismo, dato che sottolinea come il costo medio globale di un data breach abbia raggiunto il massimo storico di 4,45 milioni di dollari, in aumento del 15% negli ultimi tre anni. Sono molti i dati interessanti, riportiamo di seguito quelli chiave:

  • L’AI velocizza il rilevamento degli attacchi - L'AI e l'automazione hanno impattato maggiormente sulla velocità di identificazione e contenimento delle violazioni. Le aziende che fanno uso esteso dell'AI e dell'automazione hanno rilevato gli attacchi con 108 giorni di anticipo (ovvero 214 giorni contro 322 giorni) rispetto alle organizzazioni che non hanno adottato queste tecnologie.
  • Il costo del silenzio - Le vittime di ransomware che si sono rilvolte alle forze dell'ordine hanno risparmiato in media 470.000 dollari di costi per violazione rispetto a quelle che hanno scelto di non denunciare l’attacco, che corrispondono al 37% del totale delle organizzazioni colpite.
  • Inefficienza nel rilevamento degli attacchi - Quando gli attacchi vengono rilevati in autonomia dai responsabili sicurezza delle organizzazioni, i costi sostenuti per far fronte ai danni subiti sono inferiori (di circa 1 milione di dollari) rispetto a quando sono i cyber criminali stessi a dichiararli e a chiedere un riscatto.



I dati italiani

Il Report 2023 è stato condotto anche a livello italiano su 24 realtà, da cui emergono interessanti spunti sulla situazione del Paese, tra cui quello che il costo medio complessivo delle violazioni di dati è pari a 3,55 milioni di euro, in crescita rispetto ai 3,03 milioni di euro nel 2021 e ai 3,40 milioni di euro del 2022. Nell'ultimo decennio, il costo medio per ogni violazione dei dati è cresciuto del 55% (da 95 euro nel 2013 a 147 euro nel 2023).

In media, i giorni necessari per identificare e contenere una minaccia informatica sono 235 (ci vogliono in media 174 giorni per identificare una violazione e 61 giorni per contenerla). Si tratta di 15 giorni in meno rispetto alla media italiana del 2022 (250 giorni). Questo dato è particolarmente interessante se si considera il dato pre-covid del 2019, che era di 283 giorni - 213 per identificare e 70 per contenere.

I principali vettori di attacco sono: social engineering (15% delle violazioni di dati analizzate nello studio, un costo medio di 3,49 milioni di euro); phishing (14% delle violazioni, un costo medio di 3,63 milioni di euro); e credenziali rubate o compromesse (12% delle violazioni, un costo medio di 3,40 milioni di euro).

I vettori più costosi sono invece: insider malintenzionati (6% delle violazioni di dati analizzate nello studio, un costo medio di 4,17 milioni di euro) e compromissione delle e-mail aziendali (10% delle violazioni, un costo medio di 3,64 milioni di euro).

L'intelligenza artificiale e l'automazione hanno avuto il maggiore impatto sulla velocità di identificazione e contenimento delle violazioni nelle aziende intervistate. In Italia, le aziende che hanno fatto un uso estensivo dell’AI e dell’automazione hanno registrato un ciclo di vita della violazione dei dati più breve di 112 giorni rispetto a quelle che non hanno utilizzato queste tecnologie (199 giorni contro 311 giorni). Di fatto, le organizzazioni analizzate che hanno utilizzato l’AI e l’automazione anche per la sicurezza informatica hanno registrato, in media, costi di violazione dei dati inferiori di quasi 1,56 milioni di euro (2,97 milioni di euro) rispetto a quelle che non hanno utilizzato queste tecnologie (4,53 milioni di euro) - il maggiore risparmio sui costi identificato nel report. Tuttavia, poiché quasi il 38% delle aziende in Italia non ha ancora integrato l’AI e l’automazione nei propri sistemi di sicurezza informatica, vi sono ancora notevoli opportunità per aumentare la velocità di rilevamento e di risposta e di ridurre i costi delle violazioni.

Violazione dei dati in tutti gli ambienti – Quasi il 41% delle violazioni dei dati analizzati ha comportato la perdita di dati in più ambienti, tra cui cloud pubblico, cloud privato e on-premise, dimostrando che i cybercriminali sono stati in grado di compromettere più ambienti evitando il rilevamento. Le violazioni dei dati che hanno avuto un impatto su più ambienti hanno anche portato a costi di violazione più elevati (3,72 milioni di euro in media).

Il vantaggio di DevSecOps – Le organizzazioni di tutti i settori che hanno adottato in maniera significativa l’approccio DevSecOps hanno sostenuto un costo medio per violazione dei dati inferiore di 162.408 euro rispetto a quelle che l’hanno integrato in maniera limitata o nulla.

"Il tempo è la nuova valuta nella sicurezza informatica sia per chi protegge l’azienda sia per i cybercriminali. Come indica il report, un rilevamento precoce e una risposta rapida possono ridurre significativamente l'impatto di una violazione", "I responsabili della sicurezza devono focalizzarsi sulle aree di maggior successo degli hacker in modo da prevenire le loro azioni e fermarli prima che raggiungano i loro obiettivi. Gli investimenti impiegati per rilevare le minacce e per definire risposte rapide, grazie all'AI e all'automazione, sono fondamentali per mitigare al meglio gli attacchi", commenta Chris McCurdy, General Manager, Worldwide IBM Security Services.

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