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Gli italiani continuano a salvare le password nei browser

Gli italiani salvano le password nei browser più di tutti, preferendo la comodità alla sicurezza: una sola violazione può compromettere l’intera vita digitale.

Gli italiani continuano a salvare le password nei browser
Tecnologie/Scenari

La maggior parte degli utenti memorizza le proprie password all'interno dei browser, privilegiando la comodità rispetto alla sicurezza digitale. Dato che le credenziali salvate nei browser sono spesso collegate all'account principale di un utente, basta una sola violazione per mettere a rischio la sua intera vita online. Il dato emerge da un nuovo studio di NordPass, condotto mediante sondaggi in Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Francia, Germania, Italia e Spagna.

Quello che emerge è che il salvataggio tramite browser è la scelta predefinita per la stragrande maggioranza (circa il 40-50%) degli intervistati: ciò, di fatto, crea una vulnerabilità che mette a rischio tutto. Quando questa abitudine è associata al riciclo delle password, si crea un effetto domino che minaccia la vita digitale di un utente anche in caso di violazione di un solo account.

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Secondo il sondaggio, gli italiani si affidano ai browser più di chiunque altro. Addirittura il 48% degli intervistati salva le password esclusivamente nei browser: si tratta della percentuale più alta tra tutti i Paesi esaminati. Contestualmente, solo l'8% degli italiani usa solo un gestore password dedicato (la percentuale più bassa in assoluto); il 10% adotta un approccio ibrido che combina sia gestori di credenziali integrati nei browser che apposite soluzioni di terze parti.

Gli italiani che si spingono oltre l'utilizzo dei soli browser sono leggermente più propensi a optare per un approccio combinato (10%), piuttosto che ad affidarsi solamente a un gestore dedicato (8%); questo andamento si riscontra anche in Paesi come Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito, mentre in Germania, Spagna e Francia accade l'esatto opposto.

Gli italiani non sono certo gli unici a fare affidamento sui browser per salvare le password, ma le abitudini variano in modo significativo negli otto Paesi esaminati. Gli utenti spagnoli sono i più attenti alla sicurezza: quasi un intervistato su cinque (19%) ha infatti dichiarato di utilizzare un gestore password dedicato. Gli utenti tedeschi sono invece i più avversi all'uso di qualsiasi strumento, infatti costituiscono la quota più elevata di intervistati (22%) che si affida esclusivamente alla memoria. Dal canto loro, gli utenti francesi preferiscono affidarsi a soluzioni analogiche: il 13% scrive ancora le proprie password su carta, la percentuale più alta fra tutti i Paesi in cui è stato condotto il sondaggio.

Peccato che l'abitudine di ricordare a memoria le password, molto diffusa in Germania, Australia, Canada e Regno Unito, porti spesso a riutilizzare credenziali identiche o molto simili (ad esempio, cambiando solo una lettera o un numero). E più le password sono semplici da ricordare, più sono facili da violare: ciò potrebbe innescare una reazione a catena in cui un'unica credenziale compromessa mette a rischio la maggior parte degli account di un utente, se non addirittura tutti.

Quando si privilegia la comodità, le conseguenze rischiano di costare molto care. I password manager integrati nei browser, infatti, sono quasi sempre collegati all'account principale dell'utente (Google, Microsoft e così via). Se un attaccante riuscisse a violare proprio quell'account, non metterebbe le mani soltanto sulle email della vittima, ma anche sul ricco bottino di tutte le credenziali salvate nel browser.

A differenza dei gestori password integrati nei browser, gli strumenti dedicati non sono legati ad alcun ecosistema specifico e funzionano senza problemi su tutti i principali browser e sistemi operativi, agevolando la sincronizzazione delle credenziali su ogni dispositivo. Questo è un vantaggio di primaria importanza per chi utilizza più browser o dispositivi. Consente inoltre di risparmiare tempo e fatica quando si decide o si ha bisogno di passare a un altro sistema operativo.

Inoltre, i gestori password dedicati offrono funzionalità di sicurezza aggiuntive che spesso mancano del tutto nelle soluzioni integrate nei browser: dallo scanner per rilevare eventuali violazioni di dati agli strumenti per verificare la solidità delle password, fino al mascheramento delle email e all'archiviazione sicura dei documenti.

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