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Cyber Europe 2026: l'UE mette alla prova la resilienza cyber

L'ottava edizione di Cyber Europe ha simulato attacchi coordinati a ferrovie e porti europei, testando per la prima volta la Cybersecurity Reserve prevista dal Cyber Solidarity Act.

Cyber Europe 2026: l'UE mette alla prova la resilienza cyber
Tecnologie/Scenari

L'edizione 2026 di Cyber Europe - l'esercitazione cyber biennale organizzata dall'ENISA, l'Agenzia dell'Unione Europea per la Cybersicurezza - ha mantenuto il suo consueto obiettivo di testare la capacità di risposta collettiva degli Stati membri di fronte a scenari di crisi cibernetica su larga scala, concentrandosi questa volta sul settore dei trasporti

Reti ferroviarie e sistemi marittimi sono stati al centro di uno scenario che simulava un attacco coordinato e progressivo capace di degenerare in una crisi cibernetica di portata continentale. I partecipanti hanno dovuto analizzare incidenti tecnici complessi, gestire la pressione generata da scenari ispirati a eventi reali e garantire una condivisione efficace delle informazioni tra i diversi livelli - tecnico, operativo e politico - per mantenere un adeguato livello di situational awareness.

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La scelta del settore trasporti non è casuale. Secondo i dati dell'ENISA Threat Landscape, il comparto è stato tra i cinque settori più colpiti da attacchi informatici negli ultimi due anni. Il rapporto ENISA NIS360 segnala che sia il segmento ferroviario sia quello marittimo si trovano in una zona di rischio, con una maturità in materia di cybersicurezza inferiore alla media rispetto al livello di criticità. Entrambi i settori condividono una sfida strutturale: integrare tecnologie operative legacy con sistemi moderni senza compromettere gli standard di sicurezza e affidabilità, in un contesto in cui la dipendenza da fornitori terzi amplia la superficie di attacco.

Lo scenario dell'esercitazione ha replicato dinamiche concrete e plausibili. Infrastrutture marittime e ferroviarie in tutta Europa sono state colpite simultaneamente: i sistemi di logistica portuale e di navigazione sono stati compromessi, causando il blocco dei movimenti merci e rischi di sicurezza come episodi di quasi-collisione. Le reti ferroviarie hanno subito interferenze dirette, con treni internazionali bloccati e migliaia di passeggeri e forniture in ritardo. Un attacco ransomware ha poi paralizzato i servizi amministrativi e le operazioni di ticketing, esponendo dati sensibili di passeggeri e alimentando campagne di disinformazione hacktivist sui social media.

Sul piano istituzionale, Cyber Europe 2026 ha rappresentato un banco di prova per due strumenti relativamente recenti del framework europeo di gestione delle crisi cyber. Il primo è l'EU Cyber Blueprint, il documento che definisce le procedure di coordinamento tra Stati membri in caso di incidente grave: la versione rivista del Blueprint è stata adottata nel giugno 2025 con l'obiettivo di rafforzare la risposta a incidenti e crisi su larga scala.

Il secondo, e più rilevante dal punto di vista della novità, è la Cybersecurity Reserve. Per la prima volta, la Reserve è stata attivata nell'ambito di Cyber Europe: i partecipanti hanno dovuto seguire le procedure operative standard dell'ENISA per la sua attivazione, prevista dall'articolo 14 del Cyber Solidarity Act. La Reserve è gestita da ENISA e si compone di servizi di risposta agli incidenti forniti da managed security service provider considerati affidabili. Si tratta di un meccanismo pensato per mettere a disposizione degli Stati membri risorse qualificate in caso di crisi che superino le capacità nazionali, e testarlo in un contesto simulato ma realistico costituisce un passaggio operativo non secondario.

Cyber Europe 2026 ha coinvolto oltre 5.000 partecipanti e più di 100 esperti provenienti da agenzie nazionali di cybersicurezza, settore pubblico e aziende private, oltre che da istituzioni europee. A conclusione dell'esercitazione, ENISA procederà con una valutazione e un'analisi dei risultati secondo la propria metodologia per le esercitazioni cyber, con l'obiettivo di identificare le debolezze emerse e consolidare le lezioni apprese. I risultati di questo processo alimenteranno le edizioni successive e, più in generale, l'evoluzione degli strumenti europei di preparazione e risposta alle crisi cibernetiche.

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