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Zscaler

A Cybertech Elena Accardi spiega le innovazioni di Zscaler, con l'unione di Zero Trust e agenti AI per correlare contesto, controllo e azione nella difesa e garantire una risposta più rapida ed efficiente agli attacchi di ultima generazione.

Zscaler elabora oltre 750 miliardi di transazioni al giorno sulla propria piattaforma, più di 25 volte le ricerche quotidiane su Google, e il valore di questa scala sta nel trasformare i dati in intelligence utilizzabile per aumentare la sicurezza. Lo spiega a Cybertech Elena Accardi, Country Manager Italia di Zscaler: la telemetria permette di osservare comportamenti anomali e di riconoscere più rapidamente gli schemi associati a nuove minacce. In cybersecurity un singolo evento spesso non basta, è il contesto a dire se si tratta di un’attività legittima o di un possibile attacco, e più in fretta lo si trasforma in decisione e azione, maggiore è la protezione dell’organizzazione. Il filo che lega lo Zero Trust, per cui Zscaler è nota nel mondo, all’AI agentica è la combinazione di contesto, controllo e azione: nessuna fiducia implicita, con ogni accesso verificato in base a identità, contesto e policy dell’organizzazione, mentre l’architettura analizza in tempo reale il traffico che attraversa la piattaforma.

L’AI agentica aggiunge un livello ulteriore. Può correlare gli eventi, ricostruire una possibile sequenza di attacco e accelerare le indagini; se casi d’uso e autorizzazioni dell’organizzazione lo consentono, può anche attivare azioni di contenimento, come isolare un utente o metterlo in quarantena. Combinando telemetria e controlli Zero Trust con agenti altamente specializzati, Zscaler punta a ridurre il tempo che separa l’individuazione di una minaccia dalla risposta e a lasciare agli analisti le decisioni più complesse.

Le collaborazioni con Anthropic e OpenAI vanno oltre l’aspetto commerciale e mettono insieme il ragionamento dei modelli più avanzati e l’esperienza di Zscaler nella cybersecurity. Un modello AI da solo è insufficiente per gestire un SOC, perché deve lavorare su dati pertinenti, comprendere il contesto degli eventi e usare strumenti adeguati per investigare e, se autorizzato, intervenire. L’obiettivo è ridurre i tempi dell’indagine, migliorare l’individuazione delle minacce e alleggerire il lavoro ripetitivo degli analisti, mantenendo controllo e supervisione sulle azioni più critiche.

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