Autore: Redazione SecurityOpenLab - Tempo di lettura 2 minuti.
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Zscaler elabora oltre 750 miliardi di transazioni al giorno sulla propria piattaforma, più di 25 volte le ricerche quotidiane su Google, e il valore di questa scala sta nel trasformare i dati in intelligence utilizzabile per aumentare la sicurezza. Lo spiega a Cybertech Elena Accardi, Country Manager Italia di Zscaler: la telemetria permette di osservare comportamenti anomali e di riconoscere più rapidamente gli schemi associati a nuove minacce. In cybersecurity un singolo evento spesso non basta, è il contesto a dire se si tratta di un’attività legittima o di un possibile attacco, e più in fretta lo si trasforma in decisione e azione, maggiore è la protezione dell’organizzazione. Il filo che lega lo Zero Trust, per cui Zscaler è nota nel mondo, all’AI agentica è la combinazione di contesto, controllo e azione: nessuna fiducia implicita, con ogni accesso verificato in base a identità, contesto e policy dell’organizzazione, mentre l’architettura analizza in tempo reale il traffico che attraversa la piattaforma.
L’AI agentica aggiunge un livello ulteriore. Può correlare gli eventi, ricostruire una possibile sequenza di attacco e accelerare le indagini; se casi d’uso e autorizzazioni dell’organizzazione lo consentono, può anche attivare azioni di contenimento, come isolare un utente o metterlo in quarantena. Combinando telemetria e controlli Zero Trust con agenti altamente specializzati, Zscaler punta a ridurre il tempo che separa l’individuazione di una minaccia dalla risposta e a lasciare agli analisti le decisioni più complesse.
Le collaborazioni con Anthropic e OpenAI vanno oltre l’aspetto commerciale e mettono insieme il ragionamento dei modelli più avanzati e l’esperienza di Zscaler nella cybersecurity. Un modello AI da solo è insufficiente per gestire un SOC, perché deve lavorare su dati pertinenti, comprendere il contesto degli eventi e usare strumenti adeguati per investigare e, se autorizzato, intervenire. L’obiettivo è ridurre i tempi dell’indagine, migliorare l’individuazione delle minacce e alleggerire il lavoro ripetitivo degli analisti, mantenendo controllo e supervisione sulle azioni più critiche.