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Acronis ridisegna la piattaforma: AI, infrastruttura e partner

Acronis ha presentato CyberStudio, CyberIntelligence, CyberFabric e CyberFrame. L’Italia cresce in doppia cifra, l’obiettivo è triplicare il valore dell'azienda entro due anni.

Acronis ridisegna la piattaforma: AI, infrastruttura e partner
Tecnologie/Scenari

L'evento globale di Acronis dal titolo The pivotal point of IT: Building services for the AI-first era, ha fatto da cornice a una serie di annunci che ridisegnano l'architettura della piattaforma proprietaria e tracciano la strategia verso i partner MSP. Sul palco si sono alternati il CEO di Acronis Jan-Jaap Jager, l’RVP EMEA Ronan McCurtin e ospiti d'eccezione come il futurista Ray Kurzweil, mentre Denis Cassinerio, Senior Director & General Manager South EMEA, ha anticipato alla stampa italiana i numeri di un comparto in forte espansione.

Partiamo proprio con l’Italia: il mercato della cyber security cresce con numeri abbondantemente double digit, spinto dalla normativa e dalla compliance. Acronis segue lo stesso trend, come ha confermato Cassinerio: "siamo abbondantemente sopra al double digit, in maniera estremamente importante", ribadendo la già nota direzione aziendale di voler  triplicare il valore dell'azienda nel medio termine.

Per Acronis, l'Italia occupa il terzo posto tra i mercati in fase di espansione e il primo trimestre 2026 ha già portato risultati: dopo un paio d'anni dedicati al consolidamento delle partnership, Acronis è tornata a spingere sull'acquisizione di nuovi partner, raggiungendo gli obiettivi fissati al canale. "Gli operatori sono estremamente interessati al consolidamento tecnologico" e l'approccio di piattaforma unificata con un unico agente stia diventando il principale argomento di conversazione con distributori e MSP.

Denis Cassinerio, Senior Director & General Manager South EMEA

Dai due eventi Connect organizzati a Milano e Roma all'inizio dell'anno, il management italiano ha collezionato indicazioni chiare sulle priorità degli operatori italiani per il 2026. NIS2 è stata collocata al primo posto e non sorprende, dato il momento storico di adeguamento alla compliance. Cassinerio si è detto stupito per l'ottimizzazione dei costi, che è finita in fondo alla classifica e non è necessariamente un bene: secondo il manager è fondamentale costruire già oggi una strategia sull'ottimizzazione dei costi, perché restare focalizzati solo sulla compliance significa muoversi nella direzione sbagliata. A influire sulle dinamiche di costo è l'introduzione dell'AI, che porterà una compressione delle marginalità e una pressione competitiva che "metterà in crisi i modelli attuali degli erogatori di servizio", avverte Cassinerio.

Sul fronte occupazionale arriva poi un segnale concreto di espansione: Acronis Italia sta cercando circa sei figure professionali, tra cui un Solution Engineer, un Distribution Account Manager, un Partner Account Manager per il mercato manufacturing e un Value Manager per i grandi MSP.

Ultimo ma non meno importante, c'è un'opportunità da cogliere sul fronte degli incentivi pubblici, che è il bando MIMIT. Mette a disposizione 150 milioni di euro per investimenti fino a 20.000 euro per singolo progetto, con un cofinanziamento al 50%: "stiamo scaldando i motori per far sì che questo processo consenta di portare la cyber resilienza al territorio", ha detto Cassinerio, includendo esplicitamente il Disaster Recovery-as-a-Service come elemento di continuità operativa.

Una nuova piattaforma

Sul palco del keynote globale, Jan-Jaap Jager ha ripercorso vent'anni di trasformazioni, a partire dalla startup del backup fondata a Singapore nel 2003, fino alla svolta verso il cloud e l'integrazione nativa di sicurezza e backup in un'unica piattaforma. Il messaggio centrale del Ceo è che l'AI non può essere qualcosa di sovrapposto, "deve far parte dell’infrastruttura core, integrandosi nativamente" e riproponendo il modello integrativo, declinato semplicemente su scala più ampia.

Jan-Jaap Jager, CEO di Acronis

Jager ha poi presentato tre nuove soluzioni che ridisegnano l'architettura della piattaforma. La prima è CyberStudio, descritto come una piattaforma low-code/no-code per costruire agenti AI e orchestrare workflow direttamente nel core del sistema. Gli obiettivi dichiarati sono migliorare l'efficienza operativa interna degli MSP e abilitarli a diventare advisor AI per i propri clienti. "CyberStudio è una piattaforma AI a basso costo e senza codice che vi aiuta a costruire qualsiasi workflow, qualsiasi orchestrazione AI", aperta all'integrazione con applicazioni e agenti di terze parti, con un catalogo di agenti e workflow predefiniti già disponibili.

Il secondo tassello è CyberIntelligence, presentata come la prima piattaforma AI nativa integrata nel layer operativo: un motore embedded che trasforma i dati già presenti nella piattaforma in indicazioni d’azione, senza aggiungere dashboard separate. "Il risultato non è informazione. Il risultato è azione" sottolinea Jager, che esprime al riguardo l'ambizione di avviare il percorso verso l'autonomous operation per gli MSP e i loro clienti.

CyberFabric è il framework sottostante, ed è il motore che permette ad Acronis di innovare a velocità maggiore. "Quello che è nuovo oggi è vecchio domani", ha sottolineato Jager, sintetizzando il concetto che il classico ciclo di sviluppo non è più adeguato. CyberFabric include già i componenti fondamentali della piattaforma, dall'orchestrazione AI alle automazioni dei servizi, in modo che i team possano concentrarsi sulle innovazioni differenzianti senza dover reinventare l'infrastruttura di base. "La sicurezza non è un elemento del design a cui pensare separatamente: è integrata, scalabile e pronta al lancio" ha rimarcato.

Cassinerio ha spiegato poi ai media italiani che il concetto chiave è l'ecosistema come centro unico di decisione: “se all'interno dell'ecosistema ho già alla sorgente tutti gli elementi per prendere delle decisioni, quell'ecosistema diventa il mio centro di attività, il punto unico da cui agisco”. CyberFabric è il framework che rende possibile questa centralizzazione senza irrigidire i processi: gli agenti vengono orchestrati con CyberStudio per automatizzare le attività ripetitive, mentre CyberIntelligence analizza continuamente il funzionamento della piattaforma e propone nuove ottimizzazioni.

Sempre sul tema dei nuovi prodotti, Cassinerio ha insistito sulla velocità di innovazione come elemento strutturale del cambiamento in atto: " oggi stiamo innovando a una velocità dieci volte superiore rispetto al passato. Gli LLM stanno aumentando la loro capacità computazionale, nel momento in cui stiamo parlando ci sono miliardi di persone che accedono agli LLM fornendo training e spingendoli a fare ricerche". In questo contesto, CyberStudio e CyberIntelligence sono la risposta operativa alla necessità di tenere il passo in un mercato che accelera. "Se il mercato non lo adotta, se non cambia, rischiamo di non andare nella direzione che vogliamo" conclude il manager.

Jager ha infine annunciato CyberFrame, la prima soluzione Infrastructure-as-a-Service pienamente integrata con la piattaforma Acronis, di cui avevamo già anticipato le peculiarità in una precedente intervista con Cassinerio. Jager sottolinea che CyberFrame risolve una delle tensioni storiche del mondo MSP: la scelta tra cloud e on-premise. "Potete decidere dove collocare CyberFrame: nel cloud, nel vostro datacenter, nel vostro ambiente, o in quello del vostro cliente" dice, rivolgendosi ai partner. Sicurezza e backup sono inclusi nativamente, senza configurazioni aggiuntive. Grazie alla presenza di CyberStudio e CyberIntelligence, l'infrastruttura è già AI-ready dal primo giorno. Jager ha invitato i partner a iscriversi alla pre-release.

Il programma partner diventa prodotto

Ronan McCurtin, RVP Europe, Israel & Africa di Acronis ha portato il tema della partnership su un piano concreto, partendo da un'analisi schietta della situazione: "negli anni abbiamo assistito all'ascesa del cloud, all'esplosione dei dati, alla crescita in scala e alla sofisticazione delle minacce cyber. E la risposta dei vendor è stata sempre la stessa: più console, più formazione, più certificazioni, più portali, più strumenti. Il risultato è più complessità e meno efficienza".

Ronan McCurtin, RVP EMEA di Acronis 

La risposta di Acronis si chiama CyberConsole, e si articola in tre direzioni. La prima è la consolidazione: il Partner Portal, l'esperienza di supporto e tutto ciò che oggi vive in schermate separate, confluisce in un’unica console. La seconda è CyberIntelligence integrata direttamente nella console, per portare le opportunità di business davanti agli occhi degli MSP senza che debbano andarle a cercarle. "La terza, quella che McCurtin ha definito “la più importante” è CyberPartner, il primo programma partner product-led: disponibilità di MDF, benefit sfruttati e non, meccanismi di avanzamento di tier, reward con crediti spendibili su acquisti futuri e marketing automation, tutto visibile e azionabile dalla stessa console da cui si gestisce la piattaforma tecnica. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: fare del prodotto stesso il motore della crescita dei partner".

Parola agli MSP

Dan Havens, Chief Growth Officer, ha portato un contributo originale con il programma TeamUp, nato dall'esperienza di partnership con grandi brand sportivi come Boston Red Sox e Liverpool, e poi trasformato in una leva per aiutare i partner a distinguersi nei propri mercati locali. L'idea è semplice: anziché investire in sponsorship globali, Acronis trasferisce al partner la capacità di organizzare esperienze memorabili con i propri clienti, dal batting practice con i Seattle Mariners agli eventi con grandi club europei, fino alle iniziative legate alle fondazioni benefiche. Ci sono oltre 130 declinazioni di questo programma.

Daniel Mitchell, CEO di Alt-Tech

Tre MSP hanno testimoniato sul palco la propria prospettiva. Daniel Mitchell, CEO della società canadese Alt-Tech, ha descritto il percorso della propria azienda nel costruire soluzioni AI agentiche da zero, con tutti gli errori e le riprogettazioni che ciò ha comportato. Il messaggio principale che ha trasmesso è che l'AI va costruita con criteri di sicurezza, aderenza ai processi umani e misurabilità dei risultati. "Se la vostra AI non è sicura, non avete un’AI. Avete una passività con un nome simpatico" ha tagliato corto, chiedendo a gran voce un partner tecnologico che capisca davvero le esigenze degli MSP prima di portare l'AI ai loro clienti.

Andy Harris, Chief Commercial Officer di ITPS

Andy Harris, Chief Commercial Officer dell’azienda inglese ITPS, ha spostato il focus sulla qualità della partnership: "una buona partnership non è necessariamente un buon portale. Quello che conta è un partner che aiuti l'MSP a essere rilevante per i propri clienti, che contribuisca alla proposta di valore e che condivida l'expertise accumulata. Ci hanno aiutato a chiudere trattative, ci hanno aiutato a scalare semplificando le nostre operations".

Ben Johnson, VP di Sourcepass

Infine, Ben Johnson, VP di Sourcepass, ha affrontato il tema dell'infrastruttura, descrivendo il problema del legacy hypervisor con rinnovi lievitati "da 8 a 12 volte rispetto a pochi anni fa" e quello dello hyperscaler trap, pensato per le enterprise e non per gli MSP. Ha delineato le tre condizioni per una soluzione ideale: distribuibile su hardware proprio o del cliente, con margini prevedibili e da un partner di fiducia channel-first.

Ray Kurzweil: la singolarità è a portata di mano

Ospite d'onore dell’evento è stato Ray Kurzweil, inventore, informatico e saggista statunitense noto per aver anticipato di decenni alcune delle più significative evoluzioni tecnologiche. Il punto focale del suo intervento è stato la legge dell'accelerazione esponenziale: dal 1939 a oggi, la potenza di calcolo acquistabile a parità di dollaro è raddoppiata ogni 18 mesi per 86 anni consecutivi, producendo un incremento complessivo di 75 milioni di miliardi. "Questo vale solo per l'hardware. E man mano che l'hardware progredisce, la stessa quantità di potenza di calcolo produce software migliore e più intelligente". Sommando i progressi hardware e quelli algoritmici, la potenza computazionale totale cresce di dieci volte ogni anno.

Nel 1999, sulla base di questi dati, Kurzweil aveva previsto il raggiungimento dell'Artificial General Intelligence entro il 2029. All'epoca, una conferenza a Stanford riunì centinaia di esperti per valutare la previsione: l'80% era d'accordo sul fatto che l'AGI sarebbe arrivata, ma stimava 100 anni, non 30. "Oggi, dopo i recenti straordinari progressi nei Large Language Model, la maggior parte degli esperti concorda con la mia previsione originale, e alcuni pensano che accadrà anche prima".

Ray Kurzweil, inventore, informatico e saggista statunitense

Kurzweil ha dedicato una parte significativa dell'intervento a smontare lo scetticismo di chi considera l'AI un fenomeno ancora astratto. Ha ricordato un episodio emblematico: in un evento con Christine Lagarde, allora a capo del Fondo Monetario Internazionale, lei gli aveva obiettato che il mondo digitale è affascinante, ma la tecnologia non si mangia, non si indossa e non ci si abita. Kurzweil sottolinea che è esattamente questo il punto: la tecnologia si sta fondendo con tutte le industrie, comprese quelle che producono cibo, abbigliamento e abitazioni. Il caso più concreto è la medicina. L'AI ha già risolto il problema del protein folding, irrisolto per cinquant'anni: nel 2022 AlphaFold2 di DeepMind ha mappato le strutture di 200 milioni di proteine, aprendo possibilità inedite per progettare farmaci capaci di riprogrammare la biologia umana. “Entro la metà degli anni 2030 testeremo nuovi farmaci digitalmente, mille volte più velocemente degli studi clinici tradizionali”. Per Kurzweil non si tratta di fantascienza, ma di una traiettoria già in atto.

Sul piano della cyber security, la previsione di Kurzweil è che il conflitto si sposterà sempre più tra macchine. "Dobbiamo accettare che gli esseri umani biologici sono la parte più lenta della rete. Dato che un'AI malevola può lanciare un attacco in millisecondi, non possiamo affidarci a una persona per individuare la minaccia in tempo. Abbiamo bisogno che le nostre AI difensive agiscano da scudo”. La buona notizia è che “le piattaforme di distribuzione su larga scala, come i grandi social network e i provider di posta […] stanno costruendo sistemi di difesa basati sull'AI per filtrare le minacce prima che raggiungano l'utente finale".

L'orizzonte finale, quello che Kurzweil chiama la Singolarità, è previsto per il 2045: un momento di trasformazione così profonda da non essere descrivibile con i parametri attuali. "Ci fonderemo con essa. La computazione che una volta occupava un intero piano di un edificio ora sta nel nostro taschino. E presto starà dentro una cellula del sangue e sarà molto più potente". Un'evoluzione che nasce dall'interno dell'umanità e ne amplificherà creatività, humor e compassione, oltre che intelligenza.

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