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Con AIsuru Vibe Coder, Memori fa costruire applicazioni agli agenti AI, con regole di governance e sicurezza verificate e il controllo umano su ogni modifica.
Qualche tempo fa Memori ha presentato AIsuru Vibe Coder, la nuova soluzione che porta il vibe coding nella creazione degli AI agent. Basta descrivere all'agente, in linguaggio naturale, l'applicazione che serve e lui la costruisce. Il risultato è un'applicazione operativa completa di database, interfacce e automazioni, generata in minuti anziché settimane, con l’interfaccia costruita su dati reali e le modifiche sottoposte a controllo umano prima di essere applicate, in conformità all’AI Act. Tutto molto bello e interessante, ma affinché sia davvero utilizzabile in azienda bisogna essere certi che sia anche sicuro, ed è di questo che abbiamo parlato con Nunzio Fiore, CEO e founder di Memori.
Prima di entrare nel vivo dell'argomento facciamo un passo indietro. Il vibe coding nella creazione di agenti AI è una risposta a una precisa richiesta che proviene dalle aziende. Fiore inquadra la novità nell'ambito di un percorso di agentificazione già avviato in azienda. "Diversi processi aziendali possono essere gestiti bene da agenti che supervisionano i processi e possono automatizzare determinate parti, ma la cosa che diventa utile è quando questi processi riescono a collaborare tra loro", spiega Fiore, aggiungendo che la creazione di questa sinergia, che di norma richiede parecchio tempo, velocizza sensibilmente il lavoro.
A fare la differenza fra un'implementazione di qualità e una discutibile è il fattore security: Gartner indica che oltre il 40% dei progetti di agentic AI sarà cancellato entro la fine del 2027 per mancanza di governance. A questo si aggiunge il fatto che non basta costruire un agente, bisogna aggiornarlo con la stessa velocità con cui evolvono organizzazione e conoscenza, nell'ambito di regole verificabili. Non a caso, secondo Databricks, le organizzazioni con pratiche di governance strutturate portano già oggi in produzione fino a 12 volte più progetti delle altre.
Nunzio Fiore, CEO e founder di Memori
Memori conta circa 20 persone di organico, a cui si aggiunge una rete di rivenditori e partner che porta il totale a circa 200 persone. Il piano di agentificazione avviato da giugno, coordinato dal COO di Memori Tiziana Tavella, serve proprio a far reggere a un organico ristretto un carico che altrimenti richiederebbe una squadra molto più ampia. E serve per testare i prodotti che vengono realizzati per i clienti. Nel caso di Memori, gli agenti si occupano del coordinamento e del passaggio di informazioni che normalmente consuma tempo umano. "Noi stessi usiamo AIsuru, così come consigliamo ai nostri clienti", spiega Fiore. Per esempio, “un agente ci supporta nella gestione del programma di project management, nella pianificazione dei task e nella gestione dei team remoti".
Lo stesso principio vale per l'onboarding e il customer care, dove il costo nascosto è dato dal tempo per formare chi arriva e da quello sottratto a chi deve affiancare il nuovo collega; "il nostro agente di customer care aiuta i nuovi arrivati a risolvere i problemi che incontrano, sulla base delle esperienze precedenti, perché conosce lo storico dei ticket e collabora con l'agente di project management per sapere come e quando sono state gestite situazioni simili. Gli agenti non lavorano isolati, sono una rete che collabora tra loro e con le persone", spiega Fiore.
Il cuore della novità è la differenza tra il vibe coding fatto da una persona con uno strumento come Cursor o Claude Code e quello svolto dall'agente stesso attraverso AIsuru Vibe Coder. "È una delle nostre app MCP disponibili nella suite per gli agenti che permette all'agente di sapere dove si trova (cioè dentro AIsuru) e di sfruttare al meglio l’ambiente", descrive Fiore. "Quando una persona fa vibe coding con uno strumento come Cursor o Claude Code ha la massima libertà di creare un'applicazione e integrare un agente. Il problema è che se non ha competenze realizza un'applicazione che non tiene conto di certe regole, quindi il risultato presenterà dei bug, dei problemi di security, o di compliance. AIsuru Vibe Coder mette a disposizione dell'agente le capacità di web coding".

Fiore porta un esempio concreto per mostrare che bastano le competenze del proprio ambito professionale, quelle tecniche le mette a disposizione l'agente. "Un lavoratore competente nel proprio settore può creare un agente su AIsuru, attivare AIsuru Vibe Coder e chiedergli di svolgere attività nel suo ambito lavorativo. L'agente saprà attivarsi, modificare il proprio prompt e creare il progetto di conseguenza", spiega Fiore.
Il fondatore di Memori però tiene a marcare il confine tra questa capacità di adattamento e l'autonomia totale che talvolta viene attribuita agli agenti: "l’agente AI è uno strumento a cui viene dato un comando, e che può proporre il prompt ritenuto migliore, ma è sempre l’utente in definitiva a rispondere sì o no". Quel comando si traduce in un'applicazione operativa: "il vibe coder crea una vera e propria applicazione dove l’utente può gestire il proprio database di documenti, mettendo insieme migliaia di possibili interfacce", prosegue Fiore. "AIsuru, nella massima sicurezza, non espone né database né dati perché mette insieme e usa strumenti già pronti. Conosce le possibilità della piattaforma e aggiungerà, per esempio, AIsuru Persistence per ottenere un database dinamico, oppure AIsuru Scheduler che controlla quotidianamente le mail. L’agente sa dove si trova e agisce di conseguenza. Non inventa niente, usa moduli già pronti, sicuri, che sanno dove sono le chiavi e come si devono comportare".
L'impostazione ha anche una funzione di accesso allargato alla tecnologia, riferita alle AIsuru AI Academy dell'azienda, a cui "partecipano persone diverse tra loro: c'è chi sa già usare bene un assistente conversazionale ma non ha competenze agentiche più ampie, e noi gli forniamo gli strumenti per raggiungere comunque l'obiettivo", con un approccio di democratizzazione della tecnologia. Se invece gli agenti finiscono nelle mani di personale IT, sfrutterà le sue competenze per farli lavorare ancora meglio, magari sviluppando un servizio e agganciandolo al Vibe Coder. La struttura permette di far gestire autonomamente il flusso di lavoro sia a chi non ha competenze sia a chi le ha".
Quello che dev’essere chiaro è che lo spazio di azione dell’agente non è privo di regole, che "sono già interne alla piattaforma, oltre che integrate in tutte le soluzioni che abbiamo lanciato, compreso AIsuru Vibe Coder. Si tratta di strumenti di governance in cui l'IT può inserire ulteriori regole ben precise", i cosiddetti guardrail. "Si può dire cosa si può fare e cosa no - per esempio si può parlare di brevetti solo con agenti che hanno modelli locali, escludendo quelli online. Il documento di log per le policy di governance, che serve a dimostrare in azienda come si sta usando l'AI, è producibile dalla piattaforma stessa, che può generare una sorta di fotografia per mostrare con quale prompt è stato creato l'agente, quali regole aziendali ha ereditato, che cosa può fare, che cosa non può fare e quante volte è stato interrogato, oltre a tutto quello che riguarda eventuali violazioni delle regole. Se una regola viene violata, qualcuno viene allertato" rimarca Fiore.
Anche quando gli agenti creati con AIsuru Vibe Coder iniziano a comunicare tra loro, resta possibile ricostruire chi ha creato cosa e come sono collegati, oltre all'architettura degli agenti: è tutto nei documenti delle policy di governance. Fiore spiega che "quando metti in comunicazione due agenti su AIsuru usi un altro strumento della suite, AIsuru Agent Link, che espone un agente come MCP. Gli agenti possono usare sia gli MCP con cui si connettono normalmente alle basi dati, sia altri agenti, per parlare tra loro e raggiungere certi scopi", formando una gerarchia di supervisione che prevede "un accesso come builder su un altro agente per modificarlo qualora si stia comportando male. È una sorta di team viewer degli agenti, che permette di dare o revocare a un agente l'accesso di supervisione su un altro, per entrare e sistemarlo se necessario".

Sul fronte della sicurezza applicativa, Fiore descrive un doppio livello di controllo, interno ed esterno: "abbiamo un processo per cui una parte dei nostri agenti analizza le soluzioni che stiamo rilasciando, per verificare se sono sicure e se serve intervenire". Oltre a questo, grazie all'attestazione NIS2 e alle procedure ISO, siamo costantemente sotto il controllo di diverse aziende che si occupano di cybersecurity, che interrogano i nostri agenti, li testano e ci danno un feedback. L’aspetto interessante è che gli agenti che conoscono la piattaforma implementano molto rapidamente il fix, in un lavoro che ormai è una collaborazione consolidata tra umani e agenti".
La supervisione umana resta comunque il vincolo finale, richiesto anche dall'AI Act. "Nel nostro Trust Center si trovano sia le certificazioni ISO sia l'attestazione NIS2 e GDPR, e con queste attestazioni dobbiamo obbligatoriamente seguire processi in cui è sempre attiva una revisione umana" conclude Fiore.
A distinguere AIsuru Vibe Coder da altri strumenti di vibe coding è che la soluzione Memori è patent pending, perché ha un'architettura complessa al suo interno", spiega Fiore. Non è l'utente a fare vibe coding, è l'agente. Chi interagisce con l'agente esprime una richiesta, e l'agente la traduce in azione: un passaggio intermedio che rende il processo molto più supervisionato rispetto a un utente che scrive codice in autonomia.
A questa architettura si affianca un posizionamento che negli ultimi mesi si è rivelato un vantaggio competitivo: la sovranità tecnologica, che avvantaggia Memori “perché il fatto che i modelli locali open source inizino a funzionare bene porta ad avere la propria architettura su un cloud privato", osserva Fiore. "Noi, per esempio, abbiamo una partnership con Wiit, che ospita la nostra installazione ed è un cloud italiano, oppure lavoriamo su on-premise con Lenovo e NVIDIA. Diverse grandi aziende nostre clienti stanno acquistando dei server su cui installare dei modelli, di modo da riuscire a governare completamente la propria architettura di agenti in azienda, senza dipendenze da un modello americano online".
Sul piano della competizione tecnologica, la strategia dichiarata è anticipare il mercato più che rincorrerlo: Fiore sottolinea che "cerchiamo di investire costantemente in ricerca e sviluppo per dare quello che tra tre, quattro mesi daranno tutti. Siamo sempre un po' in vantaggio perché cerchiamo di prevedere quello che arriverà".
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