Apple chiude due falle zero-day di iPhone e Mac

Vulnerabilità

Due vulnerabilità zero-day mettono a rischio la sicurezza di iPhone e Mac. Apple ha già pubblicato gli aggiornamenti di sicurezza, da installare con la massima urgenza dato che entrambe le falle sono già attivamente sfruttate. Le due falle sono monitorate con le sigle CVE-2021-30860 e CVE-2021-30858 e consentono agli attaccanti di eseguire comandi sui dispositivi vulnerabili, su cui sono stati aperti documenti dannosi.

Più nel dettaglio, la vulnerabilità CVE-2021-30860 CoreGraphics è un bug di integer overflow scoperto da Citizen Lab. Per sfruttarlo gli attaccanti devono creare documenti PDF che eseguono una serie di comandi ad hoc nel momento in cui vengono aperti in iOS e macOS.

La falla CVE-2021-30858 viene invece sfruttata tramite un WebKit che consente ai criminali informatici di creare pagine Web che eseguono comandi dannosi quando vengono visitate tramite iPhone e macOS. Apple non ha diffuso informazioni sulla modalità di sfruttamento.


Citizen Lab ha invece rivelato che la vulnerabilità CVE-2021-30860 è un exploit zero-day e zero-clic di iMessage chiamato "Forcedentry", utilizzato in attacchi documentati per bypassare la funzione di sicurezzaiOS BlastDoore e quindi distribuire lo spyware Pegasus su un dispositivo appartenuto a un attivista del Bahrein.

Apple precisa nel suo alert che la patch per la vulnerabilità CoreGraphics è disponibile per iPhone 6s e versioni successive, iPad Pro (tutti i modelli), iPad Air 2 e versioni successive, iPad 5a generazione e versioni successive, iPad mini 4 e versioni successive e iPod touch (7a generazione).

La patch per il WebKit riguarda invece iPhone 6s e versioni successive, iPad Pro (tutti i modelli), iPad Air 2 e versioni successive, iPad 5a generazione e versioni successive, iPad mini 4 e versioni successive e iPod touch (7a generazione).

Il commento dell'esperto

Paolo Arcagni, Sr. Manager, System Engineering Italy & Iberia di F5, ha commentato: "l’exploit "zero-click" contro i dispositivi Apple segna una svolta molto interessante per gli utilizzatori di tecnologia. Di solito questi attacchi specifici sono altamente mirati e quindi il rischio di infezione per la maggior parte degli utenti comuni è relativamente basso. Tuttavia, in questo caso abbiamo assistito a una dinamica nuova, almeno per tutte le persone ben preparate su concetti come "non aprire allegati di posta elettronica che arrivano da mittenti sconosciuti", "non fare clic sui collegamenti nei messaggi di testo a siti non noti" e altri accorgimenti simili.

In questo caso, infatti, gli aggressori non hanno più bisogno della collaborazione involontaria dell’utente per compromettere il suo dispositivo tramite phishing/vishing/smishing, quindi da qui si apre tutto un mondo nuovo di possibilità che ad oggi può sembrare più fantascienza che realtà. Sarà interessante osservare come noi, come comunità di sicurezza, potremo adattarci e rispondere a minacce di questo tipo nelle prossime settimane, mesi e anni".

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