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I consumatori proteggono male dati, identità digitale e dispositivi

Consumatori italiani carenti nella salvaguardia dei propri dati. Fra password troppo semplici o assenti e mancanza di antivirus, facilitano il lavoro ai cyber criminali.

Consumer

Nonostante la diffusione degli attacchi informatici e le preoccupazioni crescenti sulla tutela della privacy, i consumatori continuano a dimostrare ampie lacune nelle pratiche di base per la sicurezza dei dati,per la protezione dell'identità e per la condivisione delle informazioni.

Il dato emerge dal 2021 Bitdefender Global Report: Cybersecurity and Online Behavior basato su un sondaggio che ha coinvolto oltre 10.000 consumatori di età compresa fra 18 e 65 anni, in 11 Paesi. Stringendo il campo all'Italia, è emerso che gli utenti hanno in media 8 account sulle piattaforme online. I giovani nella fascia 18-24 anni usano anche Instagram & Tik-Tok.

L'utenza nella fascia 25-34 anni utilizza maggiormente Instagram e Netflix, mentre quella della fascia 45-65 anni usa per lo più Gmail e Facebook. WhatsApp, Instagram e Snapchat sono più utilizzati dalle donne, mentre gli uomini preferiscono YouTube. A prescindere dall'età, il dispositivo più usato è lo smartphone e il sistema operativo più diffuso è Android.


Gestione degli account

Il primo dato che desta preoccupazione è che più della metà degli intervistati non ha un programma per gestire i propri account. Il tipo di account più condiviso è quello per lo streaming video (51%), seguito dal noleggio auto (43%, comunque usato da pochi) e dall'account delle compagnie aeree (37%).

La percezione delle minacce informatiche è buona, considerato che negli ultimi 12 mesi il 61% degli intervistati ha sperimentato almeno una minaccia informatica. Le truffe con messaggi e chiamate sono state le più frequenti, seguite da phishing (23%), violazioni di dati (12%), furto d’identità sui social network (11%), frodi finanziarie (9%) e ransomware (8%). Tale consapevolezza, tuttavia, non porta ad azioni concerete dato che un quarto degli intervistati non usa un software antivirus. La maggior parte non lo considera necessario.

In assenza di cyber difese ci si aspetterebbe comportamenti ineccepibili sotto l'aspetto della security. Non è così: il cinquanta per cento degli intervistati usa una sola password per tutti gli account online. Quasi un terzo (32%) usa solo poche password e le riutilizza su più account.

Il 27% degli intervistati usa password semplici (es 1234) per bloccare i propri smartphone e l'11% non li blocca affatto. L'uso di password semplici è più comune tra i giovani dai 18 ai 44 anni e in generale fra gli utenti di sesso maschile.


Questo nonostante siano proprio gli smartphone i dispositivi più usati per accedere ai servizi online.Stando al sondaggio, infatti, circa tre quarti degli intervistati accede ai servizi online con lo smartphone personale. E fra i servizi più gettonati risultano i social media e lo shopping online.

Infine, la mancanza di responsabilitàsi riflette anche sui minori, con una bassa supervisione dei bambini. Le interviste hanno infatti rivelato che il 36% dei bambini accede senza alcuna supervisione a computer, telefoni cellulari e tablet.

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