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Coronavirus e privacy: cosa sappiamo di Immuni, l'app italiana per il tracciamento

Il Governo ha deciso l'app da adottare per il tracciamento coronavirus, ma con pochi dettagli significativi

L'Unione Europea aveva chiesto di fare in fretta, l'Italia non ha aspettato. Più o meno nei tempi previsti da Bruxelles il Commissario Straordinario Domenico Arcuri ha firmato l'ordinanza che dà il via allo sviluppo dell'app italiana per il tracciamento coronavirus. O, più precisamente, l'ordinanza che dispone "di procedere alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons Spa".

Cosa sappiamo dell'applicazione, considerate le polemiche che in questi giorni montano sulla privacy del tracciamento? Per il momento, non molto.

Sappiamo che la software house Bending Spoons ha partecipato alla "fast call for contribution", avviata il 23 marzo scorso (e chiusa il 26), "diretta a individuare le migliori soluzioni digitali e tecnologiche disponibili per il monitoraggio attivo del rischio di contagio". Sappiamo che il Ministro per l'Innovazione ha creato un pool multidisciplinare di esperti che, tra i suoi vari compiti, ha valutato tali soluzioni. E che la soluzione Immuni di Bending Spoons è stata "ritenuta più idonea per la sua capacità di contribuire tempestivamente all’azione di contrasto del virus, per la conformità al modello europeo delineato dal Consorzio PEPP-PT e per le garanzie che offre per il rispetto della privacy".
L'opinione dello European Data Protection Supervisor sulla questione del tracciamento di prossimità come strumento per contrastare la diffusione del coronavirus
Bending Spoons fa parte del Consorzio PEPP-PT, il che indica implicitamente il modello operativo dell'app. Che sarà basata sul tracciamento di prossimità via Bluetooth. E sulla volontarietà dell'adesione al tracciamento. Una scelta che va molto incontro alle richieste di chi teme i risvolti anti-privacy del proximity tracing. Ma che ne mette anche in dubbio la reale efficacia, entro certi limiti.

L'ordinanza sottolinea che Bending Spoons, di fatto, lavora gratis. Ha "manifestato la volontà di concedere in licenza d’uso aperta, gratuita e perpetua... il codice sorgente e tutte le componenti applicative facenti parte del sistema di contact tracing già sviluppate". Poi ha "manifestato la propria disponibilità a completare gli sviluppi informatici che si renderanno necessari per consentire la messa in esercizio del sistema nazionale di contact tracing digitale".

È presumibile che Bending Spoon utilizzerà prevalentemente gli approcci e le linee guida di PEPP-PT. Meno chiaro è come la software house realizzerà i servizi di gestione sicura delle informazioni. Al suo attivo ha diverse app, ma in settori piuttosto diversi da quello della gestione delle informazioni sensibili. Non c'è che aspettare il debutto di Immuni. Che secondo le raccomandazioni UE non dovrebbe tardare più di tanto.

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Redazione SecurityOpenLab - 17/04/2020

Tag: privacy coronavirus


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