L’Endpoint Privilege Security diventa tassello chiave della difesa: integra l’EDR, limita i privilegi abusabili, protegge identità e dati sugli endpoint e supporta conformità e resilienza.
Nel contesto di una strategia di cybersecurity realmente completa, l’Endpoint Privilege Security (EPS) non è una semplice opzione, ma un’integrazione indispensabile alle soluzioni esistenti. Sebbene strumenti come l’Endpoint Detection and Response (EDR) siano vitali per rilevare le minacce, l’EPS agisce su un piano diverso, quello della prevenzione e del contenimento, rafforzando la postura di sicurezza complessiva di un’azienda.
La sicurezza delle identità è al centro di ogni strategia difensiva moderna. Ogni persona e risorsa all’interno di un’organizzazione possiede un’identità digitale, alla quale sono associati dei privilegi che, se mal gestiti, diventano un vettore di attacco estremamente pericoloso. L’EPS si inserisce perfettamente in questo quadro, concentrandosi sulla protezione e il rafforzamento dei privilegi specifici di ciascun utente sui dispositivi aziendali. Mentre la sicurezza delle identità in senso lato si occupa dell’autenticazione (“sei chi dici di essere?”), l’EPS si concentra su “cosa puoi fare” una volta autenticato sull’endpoint, chiudendo potenziali falle derivanti da privilegi eccessivi o non necessari.
Uno dei contributi più significativi dell’EPS è una stretta regolamentazione degli accessi a configurazioni, processi e dati sensibili. Applicando le stesse tecniche di controllo accessi utilizzate in modelli di sicurezza delle identità più estesi, l’EPS protegge applicazioni, file, credenziali e cookie (ed altro ancora) memorizzati direttamente sugli endpoint. Ad esempio, una soluzione EPS avanzata è in grado di rilevare e bloccare automaticamente qualsiasi tentativo di raccolta di credenziali salvate nella cache, un passaggio chiave nella maggior parte degli attacchi cyber. Questo significa che password, token e cookie rimangono al sicuro, e qualsiasi tentativo di accesso sospetto viene immediatamente segnalato al team di sicurezza. L’EPS colma così una lacuna spesso trascurata, garantendo che i dati più preziosi siano protetti direttamente alla fonte.
Massimo Carlotti, Sales Engineering Manager di CyberArk
È fondamentale comprendere che EPS e EDR non vanno in competizione tra loro, ma piuttosto operano in sinergia. L’EDR eccelle nel monitorare l’attività degli endpoint per rilevare e mitigare le minacce, agendo come un controllore di comportamenti anomali. Tuttavia, l’EDR non è progettato per gestire malintenzionati che operano con credenziali legittime, seppur rubate, o che sfruttano privilegi eccessivi. È qui che l’EPS si rivela cruciale: è specificamente progettata per intercettare gli attaccanti privilegiati. Se uno di loro riuscisse a superare le difese perimetrali e ottenere l’accesso a un account, l’endpoint privilege security limita la sua capacità di muoversi lateralmente e di causare danni, anche se l’EDR non ha ancora rilevato l’intrusione. In un’ottica di “presupporre la violazione”, l’EPS è la rete di sicurezza che limita i danni quando le difese iniziali vengono superate. Senza questa, l’EDR stesso diventa vulnerabile, poiché l’EPS costituisce la base per un funzionamento sicuro e resiliente.
L’adozione dell’EPS porta con sé numerosi vantaggi pratici, che vanno oltre la semplice sicurezza. Nonostante la percezione iniziale, l’EPS non ostacola la produttività. Al contrario, abilitando la creazione di policy granulari che garantiscono agli utenti l’accesso preciso alle risorse effettivamente necessarie, elimina la necessità di privilegi eccessivi, semplificando le operazioni IT e lasciando inalterata l’esperienza utente legittima. Inoltre, rafforza la protezione da milioni di ceppi di ransomware, offrendo un controllo applicativo basato su regole per contrastare malware sconosciuti, persino attraverso l’uso di honeypot per intrappolare gli attaccanti.
Dal punto di vista di conformità e audit, l’EPS è un’alleata preziosa. Molte normative e polizze cyber richiedono la rimozione dei diritti di local admin e una chiara separazione tra azioni privilegiate e non. Questa tecnologia non solo facilita il raggiungimento di questi obiettivi, ma fornisce anche un audit trail dettagliato di tutti i tentativi di elevazione dei privilegi, essenziale per dimostrare conformità e identificare attività sospette.
Integrare l’Endpoint Privilege Security nella propria strategia di cybersecurity non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Offre una difesa proattiva che complementa e rafforza eventuali soluzioni esistenti, proteggendo l’azienda da attacchi sempre più mirati ai privilegi. In un mondo digitale dove le minacce si evolvono costantemente, l’EPS rappresenta un investimento fondamentale per garantire resilienza operativa, protezione dei dati e conformità normativa, bloccando gli accessi ai cybercriminali.
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05-02-2026
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