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Cyber resilienza, AI e servizi gestiti: la sicurezza entra nell’era dell’automazione

L’AI rende gli attacchi più sofisticati e colpisce email e piattaforme collaborative; automazione e resilienza diventano essenziali per difesa e continuità operativa.

Cyber resilienza, AI e servizi gestiti: la sicurezza entra nell’era dell’automazione
Tecnologie/Scenari

L’AI sta ridefinendo il contesto della cybersecurity, trasformando sia le modalità di attacco sia gli strumenti di difesa.  L’automazione e gli strumenti generativi consentono infatti di predisporre attacchi più sofisticati, rapidi e personalizzati, creando una crescente pressione sulle organizzazioni chiamate a difendersi. In questo scenario, il concetto tradizionale di cybersecurity non è più sufficiente: è indispensabile la cyber resilienza, ovvero la capacità di garantire continuità operativa anche durante un incidente informatico.

La resilienza operativa rappresenta il fine ultimo delle strategie di protezione. Non si tratta solo di prevenire gli attacchi, ma di assicurare che servizi, infrastrutture e processi aziendali continuino a funzionare anche in presenza di minacce. In questo percorso, le normative europee e nazionali stanno giocando un ruolo decisivo, spingendo aziende e fornitori verso modelli più maturi di gestione del rischio e monitoraggio continuo.

Dal phishing alle piattaforme collaborative: dove colpiscono gli attaccanti

Tra i fenomeni più preoccupanti emerge la crescita degli attacchi rivolti alle persone. Il phishing continua a rappresentare il principale vettore di compromissione e registra un aumento significativo a livello globale. Gli attacchi indirizzati agli utenti finali sono cresciuti di circa il 20%, mentre quelli rivolti alle organizzazioni hanno registrato un incremento del 16%. Nell’ambito della posta elettronica, circa l’83% delle minacce continua a essere riconducibile a tentativi di phishing o a contenuti malevoli distribuiti tramite email.

Denis Cassinerio, Senior Director & General Manager South EMEA di Acronis

La diffusione dell’intelligenza artificiale rende questi attacchi sempre più credibili. I messaggi fraudolenti sono costruiti con una qualità linguistica elevata, risultano personalizzati e difficili da distinguere dalle comunicazioni legittime. Il fattore umano rimane dunque l’anello più vulnerabile della catena di sicurezza.

Parallelamente si sta assistendo a un cambiamento nei bersagli degli attaccanti. Se in passato la posta elettronica rappresentava il principale punto d’ingresso, oggi crescono rapidamente le minacce rivolte alle piattaforme collaborative. Gli attacchi attraverso strumenti come Microsoft Teams sono passati dal 12% al 31% nel giro di un anno. Si tratta di ambienti spesso percepiti come sicuri e per questo meno protetti, ma che stanno diventando un obiettivo privilegiato per i criminali informatici.

Acronis ritiene che molte organizzazioni investano nella protezione delle email ma trascurano applicazioni come Teams, SharePoint o OneDrive, che richiedono invece la stessa attenzione di backup, monitoraggio e sicurezza. La protezione di questi ambienti è una delle nuove priorità per una strategia di resilienza completa.

La difesa diventa intelligente: AI, automazione e nuovi modelli operativi

L’AI non rappresenta soltanto una nuova superficie da proteggere, ma anche uno strumento destinato a trasformare il modo in cui aziende e Managed Service Provider affrontano la cyber security. La vera sfida è sfruttarne il potenziale per rendere la difesa più efficace, veloce e proattiva.

L'integrazione nativa dell'AI nei processi di sicurezza consente infatti di automatizzare le attività più ripetitive, individuare le minacce con maggiore rapidità e accelerare le operazioni di risposta e di remediation. Questo approccio permette di ridurre i tempi di intervento e, soprattutto, di liberare le competenze delle persone dalle attività a basso valore aggiunto, consentendo ai team IT e di sicurezza di concentrarsi su analisi, governance e decisioni strategiche.

Per Acronis l'automazione intelligente non sostituisce il ruolo degli specialisti, ma ne amplifica le capacità, contribuendo a costruire un modello di cyber resilience più efficiente, scalabile e in grado di rispondere all'evoluzione continua delle minacce.

Il 2026 viene indicato da molti analisti come un anno cruciale per l’adozione dell’intelligenza artificiale. Le previsioni parlano di una crescita del 40% nell’utilizzo degli agenti digitali e di uno scenario in cui, entro il 2030, tra l’80% e il 90% delle transazioni online potrebbe essere gestito da agenti autonomi anziché da persone. Un’evoluzione che impone alle aziende di accelerare fin da subito i propri percorsi di trasformazione.

Per questo motivo Acronis ha avviato una politica interna di forte adozione dell’AI, applicandola sia allo sviluppo dei prodotti sia alle attività operative quotidiane. I risultati sono già evidenti: il tempo necessario per passare da un’idea a un prototipo software si è ridotto da mesi a pochi giorni, mentre la produttività nello sviluppo applicativo è aumentata fino a dieci volte rispetto al passato.

Nell’ambito della cybersecurity, l’evoluzione più significativa riguarda la capacità della piattaforma di identificare autonomamente le minacce, isolare i sistemi compromessi e dialogare direttamente con gli operatori, proponendo azioni correttive o eseguendole automaticamente secondo procedure predefinite. L’interazione passa così dalla scrittura di codice o query tecniche a un linguaggio naturale, rendendo più semplice e veloce la gestione degli incidenti.

Compliance, costi e NIS2: la sfida della cyber economy

L’intelligenza artificiale viene inoltre impiegata per valutare preventivamente l’impatto degli aggiornamenti software e delle attività di patching, riducendo il rischio di errori e migliorando la continuità operativa. Un ulteriore sviluppo riguarda la governance degli strumenti di AI generativa attraverso moduli dedicati al controllo dell’utilizzo dei Large Language Model. L’obiettivo è prevenire la condivisione involontaria di dati sensibili e garantire che l’uso dell’intelligenza artificiale avvenga in modo conforme alle policy aziendali.

Sul fronte del mercato, il tema centrale resta quello dell’efficienza operativa. Molti partner continuano a concentrarsi principalmente sulla riduzione dei costi, ma il contesto geopolitico e l’aumento delle spese energetiche renderanno sempre più difficile ottenere risparmi senza intervenire sui processi. La vera leva competitiva sarà quindi l’automazione, capace di ridurre i costi operativi mantenendo elevati livelli di sicurezza e conformità normativa.

La normativa europea NIS2 rappresenta un ulteriore elemento di pressione. Se da un lato aumenta la sensibilità delle aziende verso il tema della sicurezza, dall’altro impone nuove responsabilità ai vertici aziendali. Molte organizzazioni stanno ancora completando le attività di assessment e adeguamento, ma il tempo a disposizione si sta rapidamente riducendo.

Manifattura, sovranità del dato e nuove opportunità di mercato

Tra i settori che stanno mostrando la maggiore crescita negli investimenti emerge il manifatturiero. La protezione degli ambienti OT, dei sistemi industriali e delle infrastrutture produttive sta diventando una priorità strategica. In fabbrica, infatti, la sicurezza non riguarda soltanto la prevenzione degli attacchi, ma soprattutto la capacità di garantire la continuità della produzione. Un fermo macchina può generare costi enormi e per questo la resilienza sta diventando il criterio guida delle nuove strategie di protezione.

Accanto alla crescita della sicurezza industriale, Acronis guarda a nuove aree di sviluppo. Tra queste si inerisce il recente annuncio di una piattaforma di virtualizzazione iperconvergente, pensata per offrire un’alternativa alle soluzioni tradizionali e per integrarsi con i servizi di cyber protection già esistenti. La crescente attenzione verso la sovranità del dato e la localizzazione delle informazioni rappresenta infatti una delle principali richieste del mercato.

La possibilità di gestire dati e servizi all’interno di infrastrutture locali, conformi ai requisiti normativi e alle esigenze delle organizzazioni pubbliche e private, sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie IT. In questo scenario, la combinazione tra resilienza, automazione e controllo dei dati viene vista come il fondamento della prossima evoluzione della cybersecurity.

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