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Anche Airbus punta alla cybersecurity

Airbus punta ad acquisire il business cybersecurity di Atos, per dotarsi di migliori funzioni di sicurezza cyber

Business

Airbus potrebbe diventare un player della cybersecurity, quantomeno nel suo campo specifico delle applicazioni e dello sviluppo prodotto per l'aerospaziale e l'aeronautica. Questo ingresso nel campo della sicurezza cyber potrebbe avvenire attraverso l'acquisizione del business sicurezza di Atos, l'azienda francese che da tempo sta perseguendo una sua profonda ristrutturazione.

Come è avvenuto, e sta avvenendo ancora, per molti (ex) grandi conglomerati dell'IT, anche Atos sta provvedendo a dismettere le business unit che non sono strettamente legate alla Trasformazione Digitale e ad alcune tecnologie più gettonate dai grandi clienti. E che magari non si possono tradurre in remunerativi contratti di consulenza e servizio.

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Parallelamente, il mercato ormai ha la chiara percezione - inevitabilmente e anche, va detto, per fortuna - che la cybersecurity è diventata un campo talmente sia fondamentale sia articolato da richiedere una focalizzazione ben precisa. Fare sicurezza cyber e anche molto altro, insomma, sta diventando sin troppo difficile: servono impegno e risorse che non tutti hanno.

La dismissione della divisione BDS (Big Data and Security) di Atos così ha attirato l'attenzione di Airbus, che ha presentato - lo spiega Atos stessa - una comunicazione di "interesse non vincolante" all'acquisto della divisione. Questa comunicazione ha avviato una fase di due diligence che potrebbe portare all'acquisizione della divisione. Tutto è ancora in fase di studio, peraltro.

L'offerta di Airbus per la componente BDS si collocherebbe in una "forchetta" di 1,5-1,8 miliardi di euro. Non poi tanti per un gigante come Airbus, che con l'acquisizione si doterebbe di competenze e tecnologie di cybersecurity certamente interessanti per l'azienda in sé stessa e per tutto il suo comparto.

Come altre aziende del settore aerospazio, infatti, Airbus è assurta agli "onori" della cronaca cyber per essere stata vittima di attacchi ransomware particolarmente efficaci. E acquisire tecnologie di sicurezza aiuterebbe la protezione delle sue infrastrutture. Non c'è però solo questa "esigenza interna" come opportunità da considerare. C'è anche una precisa opportunità di mercato.

Con l'acquisizione della divisione BDS di Atos, infatti, Airbus potrebbe proporsi come player della sicurezza digitale in campo aeropazio. Una possibilità che era stata ufficializzata già un anno fa, quando Airbus aveva considerato di entrare nell'azionariato di tutta Atos.

"Combinare le capacità di Airbus con la posizione di Atos come leader globale nel supercomputing e nei servizi di sicurezza gestita - avevano spiegato all'epoca le due aziende - creerebbe un attore europeo unico nel campo delle soluzioni di cybersecurity e della digitalizzazione dei settori Difesa, sicurezza pubblica, infrastrutture critiche nazionali". Questa idea, sia pure in forma un po' ridotta e con Airbus da sola, evidentemente vale ancora.

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