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Cinque aree critiche per proteggere le PMI dagli attacchi cyber

Per le PMI un attacco informatico può costare fino a 300.000 euro. SimpleCyb identifica cinque aree critiche su cui intervenire per passare da una gestione reattiva a una strategia preventiva.

Cinque aree critiche per proteggere le PMI dagli attacchi cyber
Tecnologie/Scenari

Blocchi operativi, perdita di dati e danni reputazionali: per le PMI il costo medio di un attacco supera i 95.000 euro per incidente, con picchi fino a 300.000 euro e la compromissione della continuità aziendale. È partendo da questo scenario che SimpleCyb ha identificato cinque aree su cui ogni piccola e media impresa dovrebbe fare chiarezza per passare da una gestione reattiva della security a una strategia preventiva.

Le PMI risultano più esposte rispetto a quelle di grandi dimensioni perché hanno meno risorse dedicate alla sicurezza, maggiore dipendenza da pochi sistemi critici e una gestione del rischio spesso meno formalizzata. Come per le grandi imprese, anche poche ore di fermo si traducono in blocchi su produzione, fatturazione e operatività; ma per una PMI gli effetti sulla liquidità sono immediati e la capacità di rispettare gli impegni verso clienti e fornitori può vacillare rapidamente. A questo si aggiunge il rischio di un effetto a catena lungo la filiera, nel caso in cui la PMI sia parte di supply chain. In questo caso, la piccola realtà potrebbe vedere compromessa la fiducia di partner e committenti, con danni che vanno ben oltre quello immediato dell'incidente.

Vediamo più nel dettaglio le cinque aree su cui ogni PMI dovrebbe fare chiarezza secondo SimpleCyb. La prima è la mappatura delle vulnerabilità critiche nei sistemi e nei processi; segue l'adeguatezza delle misure di protezione rispetto al profilo di rischio effettivo. Al terzo posto troviamo la disponibilità di un piano di risposta agli incidenti concreto e testato e al quarto la formazione del personale sul riconoscimento di phishing e social engineering. Ultimo ma non meno importante punto è la presenza di sistemi di monitoraggio continuo capaci di intercettare segnali deboli prima che evolvano in incidenti critici.

Qualora mancassero strutture e competenze interne adeguate, è possibile affrontare queste cinque aree mediante l’adozione di servizi MDR che permettano monitoraggio multilivello e capacità di intervento rapido.

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