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Il parere di Kaspersky

Risponde Fabio Sammartino, Head of Pre-Sales di Kaspersky

Il parere di Kaspersky
Tecnologie/Scenari

Le PMI italiane continuano a subire attacchi cyber con una frequenza e una gravità spesso sottostimata. Quali sono oggi le minacce più concrete per questo segmento e perché restano così esposte rispetto alle grandi organizzazioni?

Le piccole e medie imprese sono oggi tra i bersagli preferiti dei cybercriminali. Rispetto alle grandi organizzazioni, che possono contare su strutture dedicate e investimenti più consistenti, le PMI devono spesso affrontare minacce sempre più sofisticate con risorse limitate e competenze non sempre adeguate.

Tra i rischi più concreti: ransomware, phishing, furto di credenziali, compromissione degli account aziendali e sfruttamento di vulnerabilità non corrette. A questi si aggiungono le minacce abilitate dall’intelligenza artificiale, che permettono di creare campagne di social engineering sempre più credibili e difficili da individuare.

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Il problema, tuttavia, non è soltanto tecnologico. Molte PMI continuano a considerare la cybersecurity come un costo operativo anziché come un elemento strategico per la continuità del business. Questo porta spesso ad adottare misure frammentarie e prevalentemente reattive.

Una recente ricerca Kaspersky evidenzia che il 68% delle PMI italiane non dispone ancora di una strategia di cybersecurity realmente efficace. In molti casi esistono strumenti e procedure, ma mancano una governance strutturata, competenze specialistiche e capacità di gestione degli incidenti. Anche il coinvolgimento del management resta una criticità: un responsabile IT su quattro ritiene che i vertici aziendali non comprendano pienamente l’importanza della sicurezza informatica.

A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce la crescente digitalizzazione dei processi aziendali. Cloud, lavoro ibrido, dispositivi mobili e applicazioni SaaS ampliano la superficie di attacco e aumentano la difficoltà di monitoraggio, soprattutto nelle realtà con team IT ridotti.

Per questo è fondamentale che anche le PMI adottino un approccio più maturo alla sicurezza, basato su prevenzione, monitoraggio continuo e formazione delle persone. Oggi nessuna organizzazione può considerarsi troppo piccola per essere attaccata: al contrario, proprio le aziende percepite come meno protette rappresentano spesso gli obiettivi più appetibili.

Quali soluzioni e approcci proponete per rispondere alle esigenze di sicurezza delle PMI, tenendo conto dei vincoli di budget, competenze e risorse tipici di questo mercato?

Le PMI hanno esigenze molto specifiche: devono garantire elevati livelli di protezione senza poter contare sulle stesse risorse economiche e organizzative delle grandi imprese. Per questo è fondamentale adottare un approccio che combini semplicità di gestione, automazione e scalabilità.

La prima best practice consiste nell’abbandonare la logica degli strumenti isolati a favore di una piattaforma integrata capace di prevenire, rilevare e rispondere agli incidenti attraverso una visione unificata dell’ambiente IT.

In quest’ottica, Kaspersky Next integra protezione endpoint avanzata, funzionalità EDR e XDR, capacità di rilevamento basate sull’intelligenza artificiale e strumenti fondamentali come Application Control, Web Control e Vulnerability & Patch Management, consentendo alle aziende di ridurre la superficie di attacco e migliorare la propria capacità di risposta.

Un altro aspetto centrale è il monitoraggio continuo. Molte PMI non dispongono di specialisti dedicati o di un SOC interno e per questo i servizi gestiti rappresentano una soluzione efficace. Con Managed Detection & Response, ad esempio, le aziende possono contare sul supporto di esperti che monitorano le minacce e intervengono in caso di incidente, senza dover sostenere investimenti elevati in competenze interne.

La cyber resilienza passa però anche dalle persone. Gli errori umani continuano a essere tra le principali cause di compromissione. Per questo la formazione e la sensibilizzazione dei dipendenti devono essere considerate parte integrante della strategia di sicurezza. Programmi strutturati di formazione, come Kaspersky Security Awareness, aiutano a ridurre il rischio legato a phishing, credenziali compromesse e comportamenti non sicuri.

Infine, la cybersecurity deve essere vista come un processo continuo. Strumenti di Threat Intelligence, monitoraggio centralizzato e verifica costante delle vulnerabilità permettono alle PMI di migliorare progressivamente il proprio livello di protezione e di prendere decisioni più rapide e consapevoli.

La vera sfida oggi non è soltanto bloccare gli attacchi, ma offrire alle imprese un modello di sicurezza sostenibile, semplice da gestire e in grado di accompagnarne la crescita, trasformando la cybersecurity in un fattore di resilienza e competitività.  

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