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Rispondono Alessandro Della Negra, Managing Director Italy, Greece & Adriatics, Rosario Blanco, Commercial Director Italy, Greece & Adriatics di Westcon e Alessandro Pozzi, Director of Sales – Partner, Westcon-Comstor
L’intelligenza artificiale sta ridisegnando la cybersecurity su più fronti contemporaneamente. L’AI permette di passare da un approccio reattivo a un modello dinamico, capace di correlare informazioni, riconoscere anomalie e accelerare la risposta.
“Il punto di svolta è il passaggio da una sicurezza che reagisce agli eventi a una sicurezza capace di anticipare il rischio”, spiega Alessandro Della Negra, Director of Sales & Country Manager – Italia, Grecia, Cipro e Malta, Westcon-Comstor. “L’AI agentica, in particolare, sta portando l’automazione a un livello diverso: gli agenti possono analizzare informazioni, prendere decisioni e intervenire rapidamente. Questo non significa eliminare il fattore umano, ma trasformarne il ruolo, lasciando alle persone le decisioni strategiche e gli incidenti più complessi”.
La trasformazione è evidente nell’ecosistema Westcon. CrowdStrike, Palo Alto Networks e Zscaler integrano l’AI nelle piattaforme di cybersecurity per potenziare prevenzione, rilevazione, analisi e risposta.
“Il valore dell’AI non sta nel generare più alert o nell’automatizzare una singola operazione”, sottolinea Rosario Blanco, Director of Sales – Vendor, Westcon-Comstor. “Risiede nella capacità di mettere in relazione dati e segnali provenienti da ambienti differenti, fornendo agli analisti il contesto necessario per decidere più rapidamente”.
L’evoluzione procede però in due direzioni. Se da un lato l’AI rende più efficace la cybersecurity, dall’altro l’adozione dell’intelligenza artificiale crea una nuova superficie d’attacco che deve essere protetta.
F5 rappresenta un caso significativo. La sua strategia di Security for AI punta a proteggere applicazioni, modelli, agenti, API e dati degli ecosistemi AI. La F5 AI Security Platform mira a offrire visibilità, governance e protezione degli ambienti AI enterprise.
“Non sarà sufficiente chiedersi come utilizzare l’AI per proteggere l’azienda”, osserva Blanco. “Dovremo anche chiederci come proteggere l’AI stessa. Modelli, agenti e applicazioni AI stanno entrando nei processi critici e devono essere governati e protetti con lo stesso rigore delle altre componenti dell’infrastruttura”.
L’AI entra in rete, endpoint e operations
La trasformazione coinvolge anche infrastruttura e operations. Extreme Networks, con Extreme Platform ONE™, integra networking, sicurezza e AI conversazionale, multimodale e agentica per semplificare la gestione della rete e automatizzare workflow. Ivanti applica invece l’AI alla gestione degli endpoint e delle operations IT, supportando diagnosi, automazione e servizi IT.
“L’AI va considerata una tecnologia trasversale”, commenta Alessandro Pozzi, Director of Sales – Partner, Westcon-Comstor. “Non sta trasformando soltanto il SOC: sta entrando nella rete, negli endpoint, nel cloud e nei processi IT. Per i partner questo significa costruire una visione d’insieme, integrando tecnologie differenti invece di gestirle come silos separati”.
Per le aziende, introdurre l’AI non può essere un obiettivo in sé: deve produrre valore concreto e misurabile.
“Il successo di un progetto AI nella cybersecurity deve essere legato a indicatori concreti”, spiega Pozzi. “Parliamo di riduzione dei tempi di rilevazione e risposta, diminuzione dei falsi positivi e maggiore capacità degli analisti di concentrarsi sulle attività a maggiore valore. L’AI deve tradursi in efficacia operativa”.
In questo scenario si inserisce anche UiPath, che amplia il discorso dalla cybersecurity all’automazione dei processi. L’accordo europeo con Westcon-Comstor punta a sostenere i partner nello sviluppo e nella scalabilità di servizi di automazione basati sull’AI.
Per Westcon, il valore nasce dalla capacità di mettere in relazione queste componenti. Il ruolo del distributore a valore non è soltanto portare sul mercato le soluzioni dei vendor, ma aiutare i partner a integrarle e trasformarle in progetti coerenti con le esigenze dei clienti.
“Il nostro ruolo è aiutare il canale a trasformare l’innovazione dei vendor in valore per il cliente”, afferma Della Negra. “La vera opportunità non è proporre l’AI come tecnologia isolata, ma costruire un ecosistema nel quale cybersecurity, networking, endpoint, automazione e competenze lavorino insieme”.
La sfida sarà passare dalla sperimentazione all’adozione: l’AI potrà rendere la cybersecurity più veloce e predittiva, ma il valore dipenderà dalla qualità dell’integrazione nei processi IT.
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