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Link11: attacchi estorsivi agli hosting provider italiani

Numerosi hosting provider sono oggetto di attacchi DDoS difficili da contenere

Business
Secondo Link11, dall’inizio di maggio numerosi hosting provider italiani hanno ricevuto attacchi DDoS a scopo di estorsione. Gli attaccanti chiedono un pagamento in Bitcoin per evitare attacchi DDoS superiori ai 100 Gbps. Il gruppo autore degli attacchi si definisce Turkish Hacker e appare tecnicamente esperto.

Gli attaccanti infatti cambiano continuamente la loro strategia. Sulla base dei punti deboli del singolo provider, impiegano tecniche diverse e più vettori di attacco. Secondo Link11, le aziende vittime dell'estorsione non hanno il tempo per prepararsi a rispondere adeguatamente alle minacce. Così restano colpite dagli attacchi, particolarmente aggressivi e tecnicamente ben congegnati.

È anche una questione di risorse e competenze, spiega Link11. I provider devono agire rapidamente: in media il termine di pagamento imposto dagli aggressori è di 24-48 ore. Ma predisporre correttamente una protezione DDoS richiede esperienza.

"Non si può semplicemente pensare di installare hardware che, sulla base del numero delle richieste, sia in grado di gestire con autonomia e rapidità le risorse sui servizi erogati", sottolinea Link11. Per bloccare un attacco DDoS il suo traffico dati va deviato e filtrato, attraverso processi a più livelli.
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