SentinelOne annuncia Claude Mythos 5.1 nei servizi Wayfinder Frontier AI, che cercano le vulnerabilità nel codice e verificano quali siano sfruttabili.
Fonte: https://www.fortinet.com/resources/reports/threat-landscape-report
SentinelOne annuncia l'integrazione imminente di Claude Mythos 5.1 nei Wayfinder Frontier AI Services, il servizio con cui l'azienda individua le vulnerabilità nel codice e nelle infrastrutture dei clienti, verifica quali possano essere effettivamente sfruttate dagli attaccanti e indica in quale ordine correggerle.
La decisione è giustificata dall'ondata di attacchi alimentati dall'AI che si è registrata nel mese di ottobre, ribattezzato Black October. Secondo il vendor, la velocità con cui l'AI individua vulnerabilità e apre la strada a nuovi attacchi pone ai team di difesa due problemi: i modelli più evoluti trovano criticità e possibili exploit più in fretta di quanto la maggior parte dei team riesca ad analizzarle. Inoltre, in un elenco di vulnerabilità sempre più lungo occorre capire quali siano raggiungibili e sfruttabili in uno specifico ambiente, quindi vadano risolte per prime, perché il numero complessivo da solo dice poco sul rischio reale.
Wayfinder Frontier AI Services affianca competenze umane e modelli AI di frontiera sviluppati da Anthropic, OpenAI e altri laboratori di ricerca, ed è gestito da un gruppo di specialisti di sicurezza con esperienza sia offensiva sia difensiva. Gli analisti useranno Claude Mythos 5.1 per individuare le potenziali vulnerabilità e verificare poi quali siano davvero sfruttabili.
Il lavoro sarà articolato in tre fasi: nella prima, chiamata frontier-model discovery, il team Wayfinder impiega i modelli AI per identificare vulnerabilità ed esposizioni nel codice e nelle infrastrutture del cliente, con l'obiettivo di far emergere i punti deboli prima che li trovino gli attaccanti. Nella seconda, exploitability validation, gli esperti analizzano e convalidano i risultati prodotti dai modelli e confermano quali vulnerabilità siano sfruttabili nel contesto attuale del cliente, così che gli interventi si concentrino sulle minacce concrete invece che sulla sola gravità teorica attribuita a ciascuna falla. La terza fase, prioritized remediation guidance, consiste nella consegna di indicazioni operative e di una sequenza di interventi, pensata per aiutare i responsabili della sicurezza a decidere quali problemi affrontare per primi.
Il cliente riceve quindi risultati già verificati dagli analisti, accompagnati da un ordine di priorità per la correzione. Nelle intenzioni di SentinelOne, l'approccio serve a ridurre il tempo che i team di sicurezza, già sotto pressione per l'aumento degli attacchi e degli exploit generati o potenziati dall'AI, dedicano all'esame di segnalazioni non ancora confermate, lasciando più spazio alla gestione dei rischi effettivi.
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