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Bitdefender

A Cybertech Bitdefender illustra la sua cybersecurity 100% europea e l’uso preventivo dell’AI, con un modulo per avere visibilità e bloccare le AI impreviste in azienda.

Autore: Redazione SecurityOpenLab - Tempo di lettura 2 minuti.

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Nata in Europa e sviluppata per l’Europa, senza adattamenti: così Gianluca Meomartini, VP of Sales Southern EMEA di Bitdefender, presenta a Cybertech l’azienda, che quest’anno compie 25 anni nella cybersecurity e investe più del 50% delle proprie risorse in cybersecurity. I clienti, spiega, apprezzano tre valori: infrastruttura 100% europea, tecnologia 100% europea e responsabilità del dato affidata direttamente al cliente. Sul fronte della sovranità digitale, il manager indica un percorso in tre passaggi: rispettare gli obblighi normativi (DORA, NIS2, GDPR), valutare i fornitori con un assessment e capirne la natura giuridica, perché sono regole imposte a livello governativo. Bitdefender dichiara di rispondere investendo anche nell’AI con una scelta europea, per arrivare a una supply chain completa 100% europea.

Sull’AI, secondo Meomartini, il problema maggiore è che le aziende le concedono troppo potere, con accesso a database e social, rischiando di trasofrmarla nel primo veicolo di manipolazione. Bitdefender, che a suo dire è stata la prima a usare l’AI in questo ambito, la impiega in modo preventivo per anticipare o eliminare il problema alla fonte. Il modulo AI Visibility Control, rilasciato da poco, parte da un assessment dell’AI presente in azienda, dà visibilità e permette di bloccare le AI che girano in modo inatteso, per prevenire il danno; l’obiettivo è abilitare l’AI, controllarla e bloccarla se diventa troppo pericolosa.

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