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Manage Engine

A Cybertech Manage Engine spiega alle aziende italiane come usare l’AI contro gli attacchi che la sfruttano e come puntare su resilienza operativa e piattaforme integrate.

Autore: Redazione SecurityOpenLab - Tempo di lettura 2 minuti.

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In una ricerca di Manage Engine, condotta su 1.500 decisori IT in cinque paesi europei, più di un italiano su tre indica le minacce legate all’AI tra i rischi più alti dei prossimi 12 mesi. Andrés Mendoza, Technical Director of Sounth Europe and Latina America di Manage Engine, nella nostra intervista a Cybertech spiega che gli attaccanti usano l’AI per rendere più efficienti i processi, colpire aree finora poco toccate e personalizzare gli attacchi su obiettivi specifici. La risposta delle aziende è usare la stessa tecnologia per identificare e prevenire gli attacchi e per avere più informazioni su ciò che accade nel proprio ambiente, considerando anche le identità non umane, cioè gli agenti che svolgono attività in automazione: se a usarli è un attaccante, il rischio è la perdita di dati o il blocco completo dell’operatività. L’AI può riconoscere questi schemi, generare un allarme e mitigare i processi di automazione per isolare l’ambiente e continuare a operare.

Sul mercato italiano interviene Sujoy Banerjee, Regional Director di Manage Engine, che descrive aziende sempre più interessate alla resilienza operativa e a sapere in modo preventivo come individuare le vulnerabilità e mettere in sicurezza l’IT, per gestire gli attacchi in modo proattivo; un percorso che, osserva, riguarda le aziende italiane e il mondo in generale. L’opportunità per Manage Engine sta nel supportare l’intero spettro delle richieste IT, dalle operazioni alla gestione dei servizi, dalla sicurezza ai dispositivi, con numerosi dashboard di analisi che aiutano le aziende a lavorare in modo preventivo sulle vulnerabilità e sulla loro rilevazione.

Banerjee affronta anche il tema della carenza di competenze, un problema comune a tutte le organizzazioni, che mette sotto pressione i team di sicurezza di molte aziende italiane. A suo avviso la risposta passa da una piattaforma integrata, con prodotti che coprono dalle operazioni alla sicurezza e dialogano tra loro, e da un dashboard unico con tutte le informazioni necessarie a proteggere l’IT, anziché dall’aggiunta di persone. Manage Engine affianca a questo la formazione dei team sulle soluzioni offerte.

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In una ricerca di Manage Engine, condotta su 1.500 decisori IT in cinque paesi europei, più di un italiano su tre indica le minacce legate all’AI tra i rischi più alti dei prossimi 12 mesi. Andrés Mendoza, Technical Director of Sounth Europe and Latina America di Manage Engine, nella nostra intervista a Cybertech spiega che gli attaccanti usano l’AI per rendere più efficienti i processi, colpire aree finora poco toccate e personalizzare gli attacchi su obiettivi specifici. La risposta delle aziende è usare la stessa tecnologia per identificare e prevenire gli attacchi e per avere più informazioni su ciò che accade nel proprio ambiente, considerando anche le identità non umane, cioè gli agenti che svolgono attività in automazione: se a usarli è un attaccante, il rischio è la perdita di dati o il blocco completo dell’operatività. L’AI può riconoscere questi schemi, generare un allarme e mitigare i processi di automazione per isolare l’ambiente e continuare a operare. Sul mercato italiano interviene Sujoy Banerjee, Regional Director di Manage Engine, che descrive aziende sempre più interessate alla resilienza operativa e a sapere in modo preventivo come individuare le vulnerabilità e mettere in sicurezza l’IT, per gestire gli attacchi in modo proattivo; un percorso che, osserva, riguarda le aziende italiane e il mondo in generale. L’opportunità per Manage Engine sta nel supportare l’intero spettro delle richieste IT, dalle operazioni alla gestione dei servizi, dalla sicurezza ai dispositivi, con numerosi dashboard di analisi che aiutano le aziende a lavorare in modo preventivo sulle vulnerabilità e sulla loro rilevazione. Banerjee affronta anche il tema della carenza di competenze, un problema comune a tutte le organizzazioni, che mette sotto pressione i team di sicurezza di molte aziende italiane. A suo avviso la risposta passa da una piattaforma integrata, con prodotti che coprono dalle operazioni alla sicurezza e dialogano tra loro, e da un dashboard unico con tutte le informazioni necessarie a proteggere l’IT, anziché dall’aggiunta di persone. Manage Engine affianca a questo la formazione dei team sulle soluzioni offerte.
In una ricerca di Manage Engine, condotta su 1.500 decisori IT in cinque paesi europei, più di un italiano su tre indica le minacce legate all’AI tra i rischi più alti dei prossimi 12 mesi. Andrés Mendoza, Technical Director of Sounth Europe and Latina America di Manage Engine, nella nostra intervista a Cybertech spiega che gli attaccanti usano l’AI per rendere più efficienti i processi, colpire aree finora poco toccate e personalizzare gli attacchi su obiettivi specifici. La risposta delle aziende è usare la stessa tecnologia per identificare e prevenire gli attacchi e per avere più informazioni su ciò che accade nel proprio ambiente, considerando anche le identità non umane, cioè gli agenti che svolgono attività in automazione: se a usarli è un attaccante, il rischio
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