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Security e formazione digitale: occhio a truffe e malware

In Italia o corsi di formazione online sono di gran moda, ma occhio a messaggi sospetti, truffe nelle community e certificati falsi, perché i rischi si stanno moltiplicando.

Security e formazione digitale: occhio a truffe e malware
Tecnologie/Scenari

Fra i molti che hanno seguito un corso di formazione online in Italia negli ultimi 12 mesi, il 21% ha ricevuto messaggi o link sospetti; il 14% è stato vittima di truffe attraverso community online o gruppi di messaggistica. Lo rivela un'indagine di Kaspersky sulla sicurezza legata alla formazione digitale, che è un ambito particolarmente affollato dato che il 41% degli intervistati italiani ha seguito un percorso formativo nel periodo in esame. Tra gli altri incidenti segnalati compaiono l'esposizione o l'uso improprio di dati personali (12%), corsi o fornitori di formazione fasulli (10%), certificati falsi o non riconosciuti (10%), malware e virus nascosti in file, app o software didattici (9%), app o siti web contraffatti (8%) e l'hacking di account (8%).

Gli esperti di Kaspersky hanno individuato diverse campagne di spam costruite attorno alla crescita del settore della formazione online. Una tattica cerca di abbindolare i genitori con messaggi che denigrano la scuola tradizionale per spingere verso l’iscrizione dei figli a percorsi di didattica a distanza. Un'altra strategia punta sui lavoratori adulti, a cui millanta la possibilità di tornare a studiare senza lasciare l'impiego. Non manca poi lo spam legato a presunti prestiti per studenti.

Quasi la metà di chi ha subito un incidente (45%), ha perso fiducia nelle piattaforme di formazione; il 14% ha registrato perdite economiche dirette. A livello globale ad essere maggiormente colpiti sono i più giovani: la Generazione Z segnala incidenti nel 65% dei casi, i Millennial nel 64%, mentre la Generazione X si ferma al 39% e i Baby Boomer al 26%. Il punto è che i corsi online non sono di per sé da demonizzare, perché spesso la formazione a distanza funziona, soprattutto se soddisfa esigenze verticali ben precise. Però è necessario affidarsi ad aziende riconosciute per non incappare in esperienze deludenti.

Per ridurre l'esposizione a questi rischi, gli esperti consigliano di impostare una password diversa per ogni piattaforma o servizio di apprendimento, che sia molto complessa e conservata in un password manager. Ovunque possibile è caldeggiata l’attivazione dell'autenticazione a più fattori, così che una password compromessa non basti da sola ad aprire un accesso non autorizzato. Inoltre, una soluzione antimalware completa di protezione dal phishing è imperativa per tutelarsi. Le regole di cyber igiene prevedono poi il collegamento solo a reti Wi-Fi affidabili o dove non presenti la commessione a hotspot pubblici deve passare per una VPN.

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