Trickbot si riconferma il malware più diffuso in Italia

Oltre al malware, questo mese Check Point Research accende i riflettori di una nuova vulnerabilità Apache attualmente senza patch.

Vulnerabilità

Per la quinta volta in meno di un anno, Trickbot si riconferma il malware più diffuso, complice anche la chiusura della botnet Emotet. A livello globale il suo impatto è stato del 4,26%, a livello italiano è pari al 4,67%. La minaccia è ormai nota, ma continua a dominare grazie alla sua modularità, che permette ai cyber criminali di sfruttarla per rubare informazioni finanziarie e credenziali, dati personali, così come per fare movimenti laterali nelle reti target e scaricare ransomware.

Come sottolineato più volte, Trickbot viene costantemente aggiornato con nuove capacità, caratteristiche e vettori utili per le campagne multiuso. È proprio questa caratteristica a complicare la difesa e, a volte, a renderla poco efficace. Non stupisce, quindi, che a questo giro il computo delle aziende colpite ammonti al 4% di quelle globali.

Completano la top 3 dei malware altre due vecchie conoscenze il miner software XMRig utilizzato per il mining della valuta criptata Monero e il RAT Remcos che aveva raggiunto la sua massima diffusione nel 2020 grazie allo spam COVID.


Come sempre i dati sono firmati da Check Point Research, che come raramente accade ha anche fatto un focus su una nuova vulnerabilità. Si tratta della Apache HTTP Server Directory Traversal, monitorata con la sigla CVE-2021-41773. Dal nulla ha velocemente scalato la classifica delle falle più fruttate, fino a raggiungere la decima posizione. La sua storia è travagliata perché non appena scoperta Apache ha pubblicato la patch HTTP Server 2.4.50 che sulla carta avrebbe dovuto chiuderla. In realtà la patch si è dimostrata insufficiente e la falla è tuttora aperta. Può consentire a un attaccante di mappare gli URL su file al di fuori della root prevista del documento. Un exploit funzionante potrebbe quindi consentire all'attaccante di avviare un attacco path traversal.

Maya Horowitz, VP Research di Check Point Software, ha commentato che “la vulnerabilità di Apache è venuta alla luce solo all'inizio di ottobre ed è già una delle prime dieci più sfruttate in tutto il mondo, mostrando quanto velocemente si muovono gli hacker".

Le cattive notizie non finiscono qui, perché ci sono altri due elementi su cui focalizzare l'attenzione. Il primo è che il settore più attaccato a ottobre è quello relativo a istruzione/ricerca. Le aziende pubbliche e private che operano in questo ambito sono quindi esortate a un monitoraggio proattivo della sicurezza per evitare brutte soprese.

L'altra pessima notizia è che gli attacchi ransomware non accennano a scemare. A livello globale, in ottobre gli attacchi ransomware hanno colpito ogni settimana 1 azienda su 61. Molti attacchi iniziano con una semplice email, quindi è importante accelerare sulla formazione per dare modo ai dipendenti aziendali di identificare una potenziale minaccia e non farsi abbindolare.

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