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Imprivata estende i principi di Identity & Access Management agli agenti AI in ambito sanitario, con autenticazione, privilegio minimo e monitoraggio in tempo reale.
Imprivata ha presentato Agentic Identity Management, una soluzione progettata per gestire e proteggere l'accesso degli agenti AI autonomi ai sistemi delle organizzazioni sanitarie. L'annuncio si inserisce in un momento in cui le strutture healthcare stanno adottando tecnologie di agentic AI per supportare i professionisti clinici e automatizzare flussi di lavoro amministrativi e operativi, con tutto ciò che ne consegue in termini di governance, conformità e sicurezza degli accessi.
Il problema è che gli agenti AI devono poter accedere a sistemi clinici e infrastrutture legacy per essere operativi, ma ogni accesso non governato introduce rischi che in ambito sanitario assumono una rilevanza diretta sulla sicurezza del paziente. Studi recenti hanno dimostrato che i sistemi AI possono essere manipolati attraverso attacchi di prompt injection, con il rischio di generare azioni dannose o non autorizzate. In assenza di una gestione strutturata, gli scenari di rischio comprendono la corruzione di dati clinici, interruzioni operative in aree critiche come farmacia o laboratori, violazioni della riservatezza delle informazioni sanitarie protette.
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La risposta di Imprivata consiste nell'estendere agli agenti AI lo stesso modello di Identity & Access Management già applicato agli utenti umani. In particolare, la soluzione configura gli agenti come identità gestite all'interno del framework di sicurezza dell'organizzazione, con ruoli e permessi definiti, connessioni sicure tramite token a breve scadenza, e un registro degli agenti autorizzati con detection di quelli non censiti. Il monitoraggio dell'attività avviene in tempo reale su tutti i sistemi coinvolti, con la possibilità di revocare o limitare l'accesso di un agente immediatamente, quando necessario.

Il principio del privilegio minimo viene applicato tanto nei sistemi sanitari moderni quanto nelle infrastrutture legacy, spesso difficilmente integrabili con soluzioni standard di Identity Security. Proprio la capacità di operare su ambienti eterogenei, inclusi FSE e sistemi clinici datati, rappresenta uno degli elementi distintivi della proposta, che si fonda su decenni di esperienza di Imprivata nella gestione degli accessi in migliaia di ospedali a livello globale.
L'approccio prevede un presidio umano costante nei processi decisionali: i clinici restano attivamente coinvolti, e gli agenti AI operano all'interno di perimetri definiti e tracciabili. La supervisione umana non viene sostituita dall'automazione, ma supportata da essa, con l'obiettivo di ridurre il carico amministrativo sui professionisti sanitari senza rinunciare alla necessaria tracciabilità delle azioni compiute dagli agenti.
La soluzione Agentic Identity Management si integra nella piattaforma di Access Management già in uso presso le organizzazioni clienti di Imprivata, consentendo un'adozione rapida senza impatti sull'operatività esistente. La governance degli agenti AI viene così ricondotta all'interno dei processi di sicurezza consolidati, riducendo la superficie di rischio introdotta dall'adozione di nuovi strumenti di automazione basati sull'intelligenza artificiale.
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