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Email provenienti da colleghi o da servizi che si usano quotidianamente sono le nuove minacce per la sicurezza aziendale.
Questa fotografia mette a fuoco due problemi. Il primo è che i cyber criminali sono ormai abilissimi nello sfruttare le debolezze delle potenziali vittime. In una situazione di stress come quella del lavoro da casa, dove figli minori e altre distrazioni possono distogliere l'attenzione dai dettagli, una email di un presunto collega può essere facilmente scambiata per vera a un'occhiata veloce e distratta. Lo stesso vale per un messaggio presumibilmente erogato da un servizio con cui si ha dimestichezza, come Dropbox o Teams. Antimalware nel 2020: parola d'ordine Intelligenza Artificiale - Come funzionano, e che cosa devono avere per essere davvero efficaci, le principali soluzioni antimalware sul mercato.Il secondo aspetto è che forse molti dei partecipanti al sondaggio lavorano in aziende che usano filtri email non troppo recenti. La maggior parte degli esperti di sicurezza concorda oggi nel sostenere che per contrastare gli attacchi di phishing di qualsivoglia natura occorre l'Intelligenza Artificiale. Gli strumenti statici sono armi spuntate contro le minacce moderne, come appunto l'impersonation.
In mancanza di questi strumenti, l'unica difesa è tenere alta la guardia. Occorre dedicare più tempo alla lettura dei messaggi e alla valutazione delle richieste in essi contenute. Se la richiesta esce dall'ordinario, è bene fare una verifica aggiuntiva. Nel caso di un brand, basta collegarsi al servizio dal proprio browser (senza cliccare eventuali link nella email) e cercare riscontro. Se davvero è richiesta un'azione da parte del cliente, ci saranno dettagli. Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
19-06-2026
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