La piattaforma Acronis si propone come strumento unico per la gestione delle cyber minacce in tempo di coronavirus.
La sfida era già difficile, i cyber criminali l'hanno resa più complicata. Hanno fiutato l'opportunità di fare grossi guadagni e hanno incentivato gli attacchi. Sono aumentati gli attacchi ransomware, gli exploit zero-day, e il commercio di strumenti illegali as-a-service. In un parallelo fra la sicurezza sanitaria e digitale, che ha caratterizzato tutto l'evento Acronis, la sicurezza e la protezione sono diventate un'esigenza al pari dell'aria e dell'acqua.Lo Speciale di SecurityOpenLab dedicato alla cyber security durante l'emergenza coronavirusUno strumento con cui gestire le vulnerabilità, pianificare la protezione e la corretta igiene digitale per essere #CyberFit. Include strumenti per la valutazione dei rischi, l'allerta, le black list e i filtri degli URL. Ma anche gli strumenti di risposta di Acronis Cyber Engine basati sull'Intelligenza Artificiale. Strumenti per la remediation, primo fra tutti il backup e le patch gestibili da remoto. Oltre a tutti gli strumenti di investigazione per capire che cos'è accaduto, quando si è verificato un problema e come fare in modo che non si ripeta.
In questa circostanza un'applicazione unica che si occupi di tutto è fondamentale per gestire le sessioni in remoto e i workload. Dev'essere proattiva, attiva, reattiva e garantire la privacy. Deve combinare AI e sicurezza, e controllare ogni aspetto, compresi i malware.
Proteggere tutti i dispositivi che si connettono alla stessa rete (compresi i prodotti IoT), installare tutte le patch, usare l'autenticazione a due fattori. Stare alla larga dalle email di phishing e, soprattutto, non mescolare lavoro e intrattenimento sugli stessi dispositivi.Esplora altri articoli su questi argomenti
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21-05-2026
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