Cyber rischi in crescita con errori di configurazione cloud

Gli errori di configurazione del cloud possono aprire pericolose falle nella sicurezza. Ecco alcuni consigli per mitigare i problemi.

Business Tecnologie/Scenari
La pandemia da COVID-19 ha messo in risalto le lacune delle aziende sia a livello infrastrutturale sia di cyber sicurezza. Come hanno evidenziato molti esperti in questi mesi, uno degli effetti dell'emergenza sanitaria è che aumenterà l'impiego del cloud. È flessibile, scalabile e permette alle aziende di far lavorare le presone da casa, anche senza preavviso.

Come noto, i servizi in cloud vanno gestiti sotto l’aspetto della sicurezza esattamente come quelli on-premises. A tornare sull'argomento è Trend Micro, che ricorda come gli errori di configurazione cloud sono la prima causa di criticità legate alla cybersecurity. I dati della ricerca Exploring Common Threats to Cloud Security di Trend Micro rivelano che ogni giorno si registrano circa 230 milioni di problemi di questo tipo.

Il numero è destinato a crescere. Basti tenere in conto che secondo Gartner, nel 2021 oltre il 75% delle aziende medio grandi avrà adottato una strategia IT multi-cloud o ibrida. Le paure per la sicurezza che molti avevano manifestato si potrebbero concretizzare. 
cloud configurazioneSalvatore Marcis, Technical Director Trend Micro Italia, sottolinea infatti che "i cybercriminali si sono adattati per capitalizzare gli errori nella configurazione o gestione degli ambienti cloud". Questo non significa che non ci si deve rassegnare. Significa che bisogna "cambiare il modo in cui le aziende pensano alla sicurezza del cloud", che dev'essere parte integrante dell'implementazione.

Minacce e falle

Gli errori di configurazione degli ambienti cloud hanno portato ad attacchi con ransomware, cryptomining, s3-bucket exploit e data exfiltration. Per mettere al sicuro gli ambienti cloud è consigliato adottare sempre controlli con privilegi minimi. Significa restringere gli accessi solo a chi ne ha effettivamente bisogno.

Un altro punto fondamentale è acquisire la consapevolezza che i provider cloud non sono responsabili per la sicurezza dei dati in cloud, che è derogata al cliente. Per questo è indispensabile dotarsi di soluzioni per la sicurezza adeguate già in fase di sviluppo e progettazione. Occorre inoltre monitorare tutti gli ambienti da un'unica console, che permetta di rilevare e correggere gli errori di configurazione.
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con le notizie di SecurityOpenLab.it iscriviti alla nostra Newsletter gratuita.

Notizie correlate

Speciali Tutti gli speciali

Antimalware nel 2020: parola d'ordine Intelligenza Artificiale

Sicurezza delle infrastrutture critiche nel 21mo secolo

Speciale

Coronavirus e sicurezza: proteggersi dal contagio digitale

Speciale

World Backup Day 2020: i consigli per tenere al sicuro i dati

Speciale

Soluzioni anti intrusione per la casa e l'ufficio

Calendario Tutto

Set 16
Come costruire un’azienda sicura? La guida definitiva nel cuore della ripartenza

Iscriviti alla nostra newsletter

Soluzioni B2B per il Mercato delle Imprese e per la Pubblica Amministrazione

Iscriviti alla newsletter

contatori